Pubblicato il

Beato Odoardo Focherini: la prova spinosa che salda l’indissolubilità

Il vescovo Douglas Regattieri ha presieduto sabato 5 giugno la celebrazione in Cattedrale

Omelia di mons. Douglas Regattieri

 

Beato Odoardo Focherini: la prova spinosa che salda l’indissolubilità

 

“Il dolore con i suoi aculei ha accerchiato i nostri cuori”

La lettera che il nostro beato Odoardo scrisse a Maria il 27/28 luglio del ’44, inserita nell’ufficio di letture della sua memoria liturgica, può essere considerarla un meraviglioso commento alla Parola di questa Solennità del Corpo e del Sangue del Signore. Di per sé, quindi, mi potrei sentire autorizzato a rimandarvi a quella e non aggiungere altro. Tuttavia è doveroso che io faccia qualche considerazione orientata a congiungere la festa del Corpus Domini che in tutta la Chiesa oggi e domani si celebra, alla figura del nostro Odoardo. E devo dire che questa operazione di collegamento non è difficile. Lo favorisce il ripetuto richiamo, nella lettera, al tema dell’offerta di sé, del sacrificio, della prova del martirio di cui forse inconsciamente Odoardo sentiva ormai vicino il compimento.

Nella lettera infatti Odoardo scriveva: “Doveva esserci per i nostri cuori questa prova doppiamente spinosa per farci reciprocamente conoscere e avvicinare di più; avevamo forse bisogno che il dolore con i suoi aculei cerchiasse i nostri cuori per riunirci di più, per compenetrarli ancora di più, per saldare la indissolubilità”. E’ esattamente quello che vuol dire il Signore quando a tavola – come abbiamo ascoltato nel brano evangelico (Cfr Mc 14, 12-16.22-26) – prendendo il pane e il calice del vino, afferma: “questo è il mio corpo dato per voi, questo è il mio sangue versato per molti…”. Questa è la nuova alleanza, quell’alleanza che lega ancora di più i cuori: quello di Dio e quello del suo popolo, il nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Rifletterà più avanti san Paolo: “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata” (Ef 5, 25-27)… continua a leggere.

Condividi sui Social