Youpol:
Attualità, Il Settimanale
Pubblicato il Giugno 11, 2021

Youpol: come segnalare le violenze domestiche

L’applicazione realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare reati di violenza domestica, oltre che episodi di spaccio e bullismo

 

Tra gli strumenti messi a disposizione delle donne che sono vittima di violenza e di maltrattamenti in famiglia, c’è anche Youpol, l’applicazione realizzata dalla Polizia di Stato per smartphone entrata in funzione nel 2017 per favorire la segnalazione di specifiche ipotesi di reato. Con questa app si può inviare in tempo reale una descrizione o una foto di un reato di cui si è vittima o a cui si è assistito, in modo da lanciare l’allarme alla Questura competente.

Negli ultimi anni, l’app, nata per segnalare episodi di spaccio e bullismo, è stata ampliata anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. L’estensione dell’applicazione a questo tipo di reati è un ulteriore passo in avanti per contenere alcuni fenomeni che, specie nel periodo di emergenza per il Coronavirus che ha costretti alla forzata permanenza in casa, hanno registrato un incremento. La segnalazione inviata alla polizia con Youpol non sostituisce la denuncia o la querela: serve solo ad avvisare le autorità che è accaduto un fatto legato allo spaccio di droga, al bullismo o alle violenze domestiche.

Come funziona?

Il funzionamento dell’app Youpol è molto semplice e intuitivo. Innanzitutto, bisogna scaricare l’app su Google Play, compatibile con tutti i sistemi operativi dei più comuni smartphone. L’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi e immagini agli operatori della Polizia di Stato. Le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, nel senso che le forze dell’ordine individuano immediatamente il luogo da cui è partita la segnalazione.

Tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla sala operativa della Questura competente per territorio. Il vantaggio di Youpol è quello di consentire la trasmissione di fotografie realizzate direttamente con lo smartphone, oltre che di un testo con cui descrivere l’accaduto. Una sorta di “WhatsApp” della Polizia italiana, in quanto è consentito inviare messaggi e fotografie, con lo scopo di facilitare la segnalazione di reati… continua a leggere.

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