Pubblicato il

Festa del Racconto. L’incanto musicale delle parole

Originale pièce di teatro per la Festa del Racconto: “La Pianessa” con Lucia Poli. Tributo ad Alberto Savinio, tra le sue note e racconti

di Maria Silvia Cabri

 

Festa del Racconto. L’incanto musicale delle parole

Lucia Poli

 

La “Festa del Racconto” è, per definizione stessa, la festa del racconto. Parole recitate in brani sincopati. Ma può anche accadere che queste parole siano accompagnate dalla musica e così ne nasce uno spettacolo. Come definirlo? Un recital? Un musical?

Un’originalissima pièce di teatro musicale, uno straordinario appuntamento che si dipana tra musica a parole per raccontare, appunto, con il sottofondo delle note quali elemento parimenti essenziale della performance, le storie cui si vuole dare risalto. “La Pianessa”: frutto di un duo eccezionale, Lucia Poli, attrice, registra e drammaturga e Marco Scolastra al pianoforte. Un tributo al genio poliedrico e multiforme di Alberto Savinio (Atene, 1891 – Roma, 1952), fratello di Giorgio De Chirico, raffinatissimo scrittore, pittore, nonché compositore.

Parole e musica s’intrecciano quindi in un recital che si snoda intorno a racconti di Savinio apparentemente eterogenei, ma percorsi da un sottile fil rouge: la musica assume particolare rilievo in storie intessute di citazioni pianistiche che, secondo Savinio, E’ “sollecitano essi stessi una versione musicale”, come racconta Lucia Poli, Poli, eclettica e sofisticata signora del teatro italiano, che qui interpreta e narra le vicende tragicomiche dei curiosi personaggi che popolano alcuni racconti saviniani intessuti di musica e dedicati al pianoforte, “Pianista bianco”, “La Pianessa”, “Vecchio pianoforte” oltre al bellissimo profilo biografi co della danzatrice Isadora Duncan.

 

Come nasce questo spettacolo musicale?

E’ nato per la Iuc (Istituzione Universitaria dei Concerti) su un’idea di Marco Scolastra: il direttore Giovanni D’Alò è rimasto colpito dalle composizioni per pianoforte di Savinio, ancora poco conosciute. Savinio è stato anche un letterato: ci volevano dunque dei racconti e il direttore ha pensato a me dicendo che secondo lui ero la sola in Italia a poterlo recitare.

 

Qual è stato il suo approccio con i racconti di Savinio?

Savinio è un autore difficile, particolare, di nicchia. Io sono una “ricercatrice” delle parole, da sempre lavoro sulle parole, privilegiandole ad altri elementi del teatro (immagine, emotività esasperata). Ho sempre puntato di più sulle parole, che sono magiche ed evocative… continua a leggere.

Condividi sui Social