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Giovani giornaliste. Le attività scout in tempo di pandemia

Una squadriglia di scout si è lanciata in un’impresa di giornalismo: prima un tg e ora il giornale in collaborazione con Notizie

Giovani giornaliste. Le attività scout in tempo di pandemia

 

Pandemia, una dura realtà che nessuno di noi aveva mai affrontato. Realtà che in questi lunghi mesi ha stravolto la vita di tutte le persone e causato gravi difficoltà nel commercio. Anche nel nostro mondo Scout, abbiamo dovuto riorganizzare le attività e se pure a distanza o in riunioni all’aperto, ci siamo voluti confrontare su quello che stava accadendo. Per questo abbiamo pensato che sarebbe stato interessante documentare con un’inchiesta i problemi e le difficoltà che hanno vissuto i commercianti che operano nel nostro quartiere. Al termine del secondo lookdown, noi della squadriglia Iene del reparto “Croce del Sud” del gruppo “Santa Croce 1”, ci siamo consultati con i nostri capi reparto per stabilire un piano di lavoro. Si è deciso che avremmo realizzato delle video-interviste e così abbiamo proceduto. Era importante stabilire quali domande precise porre ed a chi. Abbiamo dunque stampato una traccia da fare visionare agli intervistati ed ottenere il consenso per utilizzare le loro risposte e registrare un video dell’intervista.

Con il materiale raccolto è stato realizzato un vero e proprio servizio giornalistico che abbiamo sottoposto per una verifica e un confronto sui contenuti con il direttore di Notizie Luigi Lamma e da questo incontro è venuta l’idea di trasferire le interviste anche in un articolo per il giornale. Ecco la sintesi del nostro lavoro.

Primo e secondo lookdown

“La seconda ondata è stata decisamente meno incisiva”, afferma Paola, dipendente della gelateria Golosape, spiegando che il suo prodotto è legato alla stagionalità. Proprio per questo, il look down imposto lo scorso autunno non ha influito troppo negativamente sulle vendite. “Durante il primo look down, è venuta a mancare la vendita dei giornali nei bar – ci ha detto Giulia, titolare dell’edicola di via Cuneo – nonostante avessimo l’autorizzazione alla vendita gli incassi si erano ridotti notevolmente, per un minor afflusso di clienti”.

Incertezza per il futuro

Ora si guarda al futuro ma con quali prospettive? “La mia è un’attività che va avanti solo se uno è sempre presente e nel caso dovessi chiudere anche temporaneamente causa Covid, forse potrebbe diventare una chiusura definitiva” ci spiega Giulia, mentre per Paola la gelateria potrà avere grosse difficoltà, ma non si prospetta la chiusura definitiva.

L’estate delle graduali riaperture

Da lunedì 14 giugno anche l’Emilia Romagna è in zona bianca quindi molte limitazioni sono state tolte. “Nei mesi scorsi io non ho lavorato, perché noi baristi siamo stati i primi a chiudere e gli ultimi ad aprire – è la posizione di Luca dipendente di un bar di Carpi alternare aperture e chiusure senza informazioni certe porta ad un lento affossamento dell’attività”. “Abbiamo lavorato, ma con grossi limiti e difficoltà – testimonia la gelataia Paola – infatti, nonostante la riapertura, i clienti potevano entrare in gelateria solo uno alla volta e gli orari di lavoro erano stati ridotti notevolmente”. Giulia si ritiene fortunata perché con l’edicola “ho sempre potuto lavorare per questo, la mia attività non ha dovuto affrontare gli ostacoli delle chiusureriaperture”… continua a leggere.

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