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Fondazione CR Carpi – 700 mila euro per cure palliative e hospice

Contributo aggiuntivo di 300 mila euro per l'Hospice San Martino

Fondazione CR Carpi - 700 mila euro per cure palliative e hospice

 

La Fondazione CR Carpi ha stanziato 700.000 euro per l’attivazione di un programma pluriennale di azioni immediato, efficace e tempestivo volto ad alleviare le sofferenze dei malati soggetti alle cure palliative, anche rispondendo ai bisogni delle loro famiglie, attraverso un intervento che integra il potenziamento del sistema delle cure palliative e la futura realizzazione dell’Hospice, in considerazione dell’importanza di una struttura di questo tipo.

Cure a domicilio e assistenza psicologica

Lo stanziamento prevede di destinare 200.000 euro per il sostegno dell’assistenza domiciliare (50.000 all’anno, dal 2022 al 2025), e ulteriori 200.000 euro per il potenziamento dell’assistenza psicologica (50.000 all’anno, dal 2022 al 2025), in linea con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che ha evidenziato come una mutata situazione dei bisogni, radicalmente intensificata dal contesto Covid19, indichi la “Casa come primo luogo di cura, assistenza domiciliare e telemedicina”, individuando nel potenziamento di tali servizi un obiettivo fondamentale per fornire risposte efficaci e mirando ad aumentare il volume delle prestazioni rese in assistenza domiciliare, in linea con le migliori prassi europee.

Hospice: restano perplessità ma via libera a contributo aggiuntivo

Lo stanziamento di complessivi 400.000 euro mira a fornire in tempi brevi un efficace intervento di sollievo ai malati soggetti alle cure palliative e alle loro famiglie, anche in considerazione dei tempi necessari per la realizzazione dell’Hospice, a favore della quale la Fondazione CR Carpi ha deliberato un ulteriore contributo di 300.000 euro. L’assegnazione tiene inoltre conto delle criticità relative al progetto emerse a seguito del costante confronto sviluppato anche grazie al lavoro di un’apposita commissione interna, in quanto le parziali integrazioni documentali fornite non hanno chiarito le numerose incertezze sempre evidenziate dalla Fondazione, ma tiene altresì conto del parere favorevole delle Amministrazioni Comunali coinvolte, che hanno sottolineato la necessità della struttura e l’idoneità della scelta espressa.

 

Da parte della Fondazione CR Carpi, in particolare, permangono perplessità circa: la collocazione scelta per la struttura, che non appare la migliore soluzione per le caratteristiche idrogeologiche del luogo data la prossimità al fiume Secchia; la mancata individuazione del soggetto a cui sarà affidata la futura gestione, che non risulta definito nell’ambito del Protocollo di intesa sottoscritto tra la Fondazione San Martino Onlus e l’Azienda USL; l’incerta sostenibilità finanziaria futura dell’intervento, che resta affidata a eventuali donazioni private per un ammontare rilevante, anche tenuto conto del contesto Covid19 e della conseguente crisi sociale; e infine riguardo i costi di realizzazione, che presentano valori specifici di costruzione al mq. molto elevati, e significativamente superiori alla media di analoghe strutture.

Faglioni: segnale forte di aiuto ai malati e alle famiglie

“Siamo arrivati al termine di un percorso di coscienzioso e coerente approfondimento della proposta dell’Hospice, – ha riferito il presidente della Fondazione CR Carpi, Corrado Faglioni – convinti di indirizzare le risorse alla necessità molto sentita di garantire cure palliative di qualità ai malati e alle loro famiglie. Crediamo che sia un segnale di estrema attenzione da parte della Fondazione al tema che ci è stato proposto e al quale destiniamo grandi risorse in ambito pluriennale. Crediamo che la mutata analisi di contesto renda opportuno un approfondimento ulteriore per gli enti promotori dell’Hospice al fine di indirizzare le risorse nel modo più efficace ed efficiente per il soddisfacimento dei bisogni cui si vuole dare risposta. La Fondazione ha voluto dare un segnale forte per un aiuto immediato e concreto che permetta di sovvenire subito alle necessità delle cure palliative, esprimendo la condivisione di questi bisogni.”

 

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