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Don Francesco Cavazzuti – Il ricordo del vescovo Tinti e dell’ex sindaco Campedelli

Vescovo e sindaco insieme in Brasile nel 2007 in visita alla missione del sacerdote carpigiano

Don Francesco Cavazzuti - Il ricordo del vescovo Tinti e dell'ex sindaco Campedelli

 

di Luigi Lamma

Ricordo del Vescovo Emerito Elio Tinti

E’ commosso monsignor Elio Tinti nel ricordare don Francesco Cavazzuti, lui è stato l’unico vescovo di Carpi a recarsi in Brasile, nel 2007, a far visita al “suo” sacerdote, ripartito per la missione dopo l’attentato. “Ho sempre nutrito per don Francesco profonda stima e grande amicizia. Come Vescovo mi sono sentito in dovere di recarmi in Brasile per testimoniagli la vicinanza della Diocesi al suo ministero, per farlo sentire un ‘inviato’ della sua chiesa di origine. Sono stato contentissimo di quell’esperienza e penso anche lui. Ho condiviso la sua scelta missionaria e la sua sequela di Cristo, un dono per la Chiesa e per il popolo che ha servito. Ho potuto apprezzare come, anche nella condizione di cecità, fosse rimasto sempre sè stesso, schietto e leale. Poi ben accolto e seguito dalla gente. E’ stata davvero una testimonianza molto bella”. Quale eredità lascia don Francesco alla chiesa? “Innanzitutto dobbiamo essere riconoscenti al Signore per il dono della vita e della testimonianza che don Francesco ci ha offerto. Penso che la Chiesa di Carpi abbia la responsabilità ora di non disperdere questa esperienza di fede, di adesione a Cristo e al suo Vangelo, a cominciare dall’attenzione ai poveri e per la giustizia”.

 

Ricordo di Enrico Campedelli, già sindaco di Carpi

Enrico Campedelli, è stato il sindaco di Carpi che con il vescovo Elio Tinti, ha fatto visita a don Francesco Cavazzuti in Brasile. “Quel viaggio è stata un’esperienza bellissima e forte per i contenuti e gli incontri che abbiamo avuto insieme. Di don Francesco ho un ricordo splendido, mi venne a trovare appena eletto sindaco per illustrarmi il lavoro che stava portando avanti in Brasile sul tema dei diritti dei ‘senza terra’. Mi presi a cuore quelle parole e decidemmo di destinare dei fondi a quei progetti, ne parlai con il vescovo Tinti, e insieme si decise che il modo migliore era andare in Brasile. Vedere don Francesco all’opera tra la sua gente che lo chiamava, lo cercava, si rivolgeva a lui dalle questioni familiari a quelle più politiche è stata un’esperienza unica perché i problemi da affrontare erano davvero tanti e per certi versi pericolosi. I suoi obiettivi erano giustizia, lavoro e giovani e per questo si è speso e per questo ha pagato. Penso che la città di Carpi debba essere grata a questo concittadino per l’impegno di una vita intera e per l’esempio che ci lascia”.

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