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Sfruttare la contingenza per un rinnovamento della didattica

L’istituto Sacro Cuore ha già aperto le porte ai più piccoli. Il preside Cavazzuti: “Privilegeremo l’apprendimento attivo anche con l’utilizzo delle nuove tecnologie”

di Claudio Cavazzuti, preside delle Sacro Cuore

 

Sfruttare la contingenza per un rinnovamento della didattica

 

La fine del mese di agosto e l’inizio di settembre, per chi opera nel mondo della scuola, sono tradizionalmente contrassegnati da quella che definirei una “frenetica follia”. Insegnanti che vanno e che vengono, nuovi studenti, da qualche anno regolamenti e norme per combattere il contagio che cambiano in continuazione (l’unica cosa che non cambia è forse l’espressione burocratica delle circolari ministeriali).

Però gradualmente si inizia, prima i piccolini di Nido e Infanzia, quindi gli studenti della scuola dell’obbligo. E le cose si aggiustano, in maniera sempre nuova, talvolta sorprendente. Anche quest’anno, almeno per il nostro istituto, non ha fatto eccezione. E, nonostante tutto, l’anno scolastico ha avuto il suo inizio: il 1° settembre hanno iniziato i piccolissimi del Nido e i bambini dell’Infanzia, accolti con grande gioia e soddisfazione dalle rispettive educatrici e insegnanti.

Dal giorno dopo i bambini hanno potuto rimanere a pranzo, degustando il pasto preparato dalle nostre cuoche Caterina e Betti. Per il secondo anno consecutivo i bambini sono divisi in “sezioni bolla”, in ottemperanza alle linee guida ministeriali. In sostanza i bambini di una sezione non entreranno in contatto con quelli di altre sezioni e così, per quanto possibile, anche educatrici e insegnanti.

Questa misura ha lo scopo di ridurre le occasioni di contagio e facilitare eventuali tracciamenti, anche in considerazione del fatto che, vista la tenerissima età, i bambini non indossano le mascherine. Tutti i giorni, poi, gli ambienti vengono sanificati con una macchina, che nebulizza perossido di ossigeno e penetra in ogni angolo, anche quelli più nascosti, della sezione… continua a leggere.

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