Lampedusa – I nostri cuori diventino un porto sicuro
Attualità, Il Settimanale

Pubblicato il

11 Settembre 2021

Lampedusa – I nostri cuori diventino un porto sicuro

Testimonianze dal viaggio a Lampedusa organizzato dal Centro Missionario nei luoghi dell’approdo di chi cerca disperatamente di raggiungere l’Europa

Da sinistra Giulio Guberti, Franco Tuccio (l’artigiano che ha creato l’altare e la croce con il legno dei barconi per la visita del Papa) e don Antonio Dotti

 

Dal 18 al 22 agosto, don Antonio Dotti e il giovane carpigiano Giulio Guberti sono stati a Lampedusa, dove hanno conosciuto la realtà dei migranti e il servizio di istituzioni e volontari e hanno dato un contributo fattivo all’accoglienza dei profughi di due sbarchi. Enti promotori Centro Missionario di Carpi, in collaborazione con Missio Modena, Migrantes interdiocesana di Carpi e Modena, Caritas Diocesana Carpi. Queste le loro testimonianze.

Don Antonio Dotti: “nell’angoscia gridarono al Signore”

“Se volete andare a Lampedusa come esperienza missionaria, andateci da pellegrini. Ai santuari si va per cercare Cristo. Gli abitanti di Lampedusa Cristo l’hanno trovato e accolto in tanti fratelli e sorelle migranti che sbarcavano sulla loro terra per cercare una terra promessa… Lampedusa è come un santuario. Le pagine della Sacra Scrittura si capiscono molto meglio ascoltando le storie di accoglienza di quest’isola”.

Con queste parole il cardinale Montenegro, che fino a maggio è stato il pastore di quel popolo, ha salutato la nostra partenza all’aeroporto di Fiumicino. Ed è proprio quanto abbiamo sperimentato.

Oggi, rispetto a dieci anni fa, quando Lampedusa era candidata al Nobel per la pace, la realtà dell’accoglienza appare meno evidente, perché gli interessi economici di tanti cercano di tenere nascosto il fenomeno, che però prosegue, imperterrito. Ma questa rete di solidarietà è presente, variegata, ecumenica. Abbiamo registrato purtroppo uno scollamento fra istituzioni, popolazione e società civile, che rende sicuramente peggiore la condizione di tanti poveri.

Ma alla domanda “cosa non possiamo tacere” tutti i testimoni sono stati concordi nel dire che queste persone hanno una dignità da accogliere, proteggere e integrare fra noi… continua a leggere.

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