Carpi. La festa per il centenario della nascita di don Nino Levratti
Carpi, Chiesa

Pubblicato il

19 Settembre 2021

Carpi. La festa per il centenario della nascita di don Nino Levratti

Don Dotti, presidente Aceg: “Dal suo esempio si accolgono i piccoli solo con una scelta di servizio”

 

“Auguro anche a voi di incontrare un prete o un educatore che vi faccia innamorare di Gesù e un giorno vi dica ‘oggi andiamo in Seminario’. Ringrazio don Nino per aver accompagnato la mia vita di sacerdote intensa e ricca di grazie”. Sono state sufficienti queste poche parole di don Aleardo Mantovani, 86 anni, 61 di sacerdozio, dette con il cuore e con commozione, per far cogliere a tutti il significato più profondo dei gesti e delle celebrazioni messi in campo quest’anno per ricordare il centenario della nascita di don Nino Levratti: il senso della paternità che va al di là di quella biologica e che è propria di un genitore, di un prete o di un educatore. Oggi, domenica 19 settembre all’Oratorio Cittadino di Carpi, l’area verde “Don Nino Levratti” inaugurata per l’occasione, si è trasformata in una cattedrale a cielo aperto, all’ombra degli alberi e con il nuovo e bellissimo angolo liturgico formato da altare, ambone, edicola mariana, realizzati con il granito delle nostre Alpi, benedetti all’inizio della celebrazione dal vicario generale monsignor Gildo Manicardi. A presiedere la celebrazione il parroco della Cattedrale e presidente dell’Aceg don Massimo Dotti, altri concelebranti don Severin Ngueliassi Kouadjo attuale assistente del gruppo scout Carpi 1 e don Antonio Dotti, assistente di zona Agesci. Nell’omelia don Dotti si è soffermato sul vangelo trovando efficaci accostamenti per rendere attuale e non solo nostalgico il ricordo di don Nino: prima di tutto la scelta del servizio, la disponibilità a donare la vita per gli altri, in una logica che va contro le visioni mondane delle relazioni personali fatte di prevaricazioni e sopraffazione dell’altro. Solo con questa “scelta di parte” allora è possibile accogliere l’appello di Gesù ai suoi discepoli “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome accoglie me”. Viene quindi spontaneo pensare, e per molti pensarsi, a quei bambini accolti da don Nino negli oratori di Mirandola e di Carpi, accompagnati in giochi ed avventure, ai frutti che via via sono sbocciati negli anni…tutti scaturiti da quel sì per sempre a Dio e ai fratelli che Giovannino (Nino) Levratti pronunciò tanti anni fa (1945). Proprio all’inizio dell’anno pastorale, il tempo di prendere impegni per i vari settori della vita parrocchiale, don Dotti ha sottolineato molto l’importanza di una scelta di servizio che stia alla base delle scelte di vita di un giovane o di una famiglia, solo da questo punto di partenza si può pensare ad una comunità capace di accogliere i piccoli e i fragili e trasmettere la fede.

1 – continua

 

 

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