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Carpi. La festa per il centenario della nascita di don Nino Levratti

Don Dotti, presidente Aceg: “Dal suo esempio si accolgono i piccoli solo con una scelta di servizio”

Carpi. La festa per il centenario della nascita di don Nino Levratti

 

“Auguro anche a voi di incontrare un prete o un educatore che vi faccia innamorare di Gesù e un giorno vi dica ‘oggi andiamo in Seminario’. Ringrazio don Nino per aver accompagnato la mia vita di sacerdote intensa e ricca di grazie”. Sono state sufficienti queste poche parole di don Aleardo Mantovani, 86 anni, 61 di sacerdozio, dette con il cuore e con commozione, per far cogliere a tutti il significato più profondo dei gesti e delle celebrazioni messi in campo quest’anno per ricordare il centenario della nascita di don Nino Levratti: il senso della paternità che va al di là di quella biologica e che è propria di un genitore, di un prete o di un educatore. Oggi, domenica 19 settembre all’Oratorio Cittadino di Carpi, l’area verde “Don Nino Levratti” inaugurata per l’occasione, si è trasformata in una cattedrale a cielo aperto, all’ombra degli alberi e con il nuovo e bellissimo angolo liturgico formato da altare, ambone, edicola mariana, realizzati con il granito delle nostre Alpi, benedetti all’inizio della celebrazione dal vicario generale monsignor Gildo Manicardi. A presiedere la celebrazione il parroco della Cattedrale e presidente dell’Aceg don Massimo Dotti, altri concelebranti don Severin Ngueliassi Kouadjo attuale assistente del gruppo scout Carpi 1 e don Antonio Dotti, assistente di zona Agesci. Nell’omelia don Dotti si è soffermato sul vangelo trovando efficaci accostamenti per rendere attuale e non solo nostalgico il ricordo di don Nino: prima di tutto la scelta del servizio, la disponibilità a donare la vita per gli altri, in una logica che va contro le visioni mondane delle relazioni personali fatte di prevaricazioni e sopraffazione dell’altro. Solo con questa “scelta di parte” allora è possibile accogliere l’appello di Gesù ai suoi discepoli “Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome accoglie me”. Viene quindi spontaneo pensare, e per molti pensarsi, a quei bambini accolti da don Nino negli oratori di Mirandola e di Carpi, accompagnati in giochi ed avventure, ai frutti che via via sono sbocciati negli anni…tutti scaturiti da quel sì per sempre a Dio e ai fratelli che Giovannino (Nino) Levratti pronunciò tanti anni fa (1945). Proprio all’inizio dell’anno pastorale, il tempo di prendere impegni per i vari settori della vita parrocchiale, don Dotti ha sottolineato molto l’importanza di una scelta di servizio che stia alla base delle scelte di vita di un giovane o di una famiglia, solo da questo punto di partenza si può pensare ad una comunità capace di accogliere i piccoli e i fragili e trasmettere la fede.

1 – continua

 

 

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