Il caso Ungheria
Etica della vita, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

1 Ottobre 2021

Il caso Ungheria

 

Nel mese di giugno l’Ungheria ha varato una legge che, a detta di molti, penalizzerebbe fortemente la comunità Lgbt. Per alcune scelte è vero ma la reazione della Commissione UE è stata, a mio avviso, estrema ed esagerata.

Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Se l’Ungheria non aggiusterà il tiro la Commissione Ue userà i poteri ad essa conferiti in qualità di garante dei trattati. Noi ricorriamo a questi poteri a prescindere dallo Stato membro… La legge ungherese dice che pubblicazioni con rappresentazioni di giovani Lgbt non possono essere più mostrate ai minori: praticamente l’omosessualità e la transessualità vengono poste allo stesso livello della pornografia. Questa legge non serve alla protezione dei bambini, viene utilizzata la protezione dei bambini come pretesto per discriminare l’orientamento delle persone, questa legge è vergognosa. La legge contraddice profondamente i valori fondamentali dell’Ue. Userò tutti gli strumenti che sono a disposizione della Commissione per difendere questi valori”.

Credo si esageri davvero quando si dice che la protezione dei minori è un pretesto per discriminare; proteggere un bambino da scelte o situazioni estremamente complesse non è mai “troppo”, anzi, preservare l’innocenza di un bambino in tenera età è un dovere talmente grave ed urgente per tutti che deve essere assolutamente attivato a scapito anche di ricadute non sempre desiderabili nel mondo dei grandi. Inoltre, questo intervento configura una situazione molto direttiva ed assolutistica da parte dell’Unione Europea, atteggiamento che, in altre situazioni, verrebbe, al suo interno, stigmatizzato e combattuto. La von der Leyen suffraga la propria posizione con argomentazioni che non sembrano proprio corrispondere alla realtà: i valori dell’UE.

Non si può tollerare questo ragionamento quando si sa che i valori dell’Europa in merito all’educazione sessuale dei minori sono assenti e che lasciano spazio a veri e propri disvalori. L’Europa si è espressa con pubblicazioni disgustose riguardo alla educazione sessuale dei bambini e adolescenti, con modalità e tematiche prive di ogni merito. Condivisibile una rettifica delle scelte ungheresi inopportune ma che non ci si faccia forza su valori europei inesistenti e inqualificabili.

A chiosa di tutto questo una piccola puntualizzazione: la libertà, sempre presente nella scala valoriale europea, sembra sempre vera tranne quando non si pestano i piedi a chi la pensa diversamente. Forse è veramente impossibile raggiungere una vera libertà, anche nella più democratica Europa.

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