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Metaphor acquisita dal Gruppo Florence: salvi i 44 dipendenti

Assessore regionale Colla: "Con questa operazione potrà ora proseguire una produzione d’eccellenza della nostra Fashion Valley"
Metaphor acquisita dal Gruppo Florence: salvi i 44 dipendenti
I soggetti coinvolti nella firma del Protocollo d’Intesa

 

I 44 dipendenti della Metaphor, storica azienda del distretto tessile carpigiano dichiarata fallita dal Tribunale di Modena ad agosto scorso, sono “salvi”. L’impresa è stata infatti acquisita dal Gruppo Florence di Milano (piattaforma produttiva al servizio dell’abbigliamento di lusso): oggi a Bologna è stato siglato tra Regione, Comune di Carpi, rappresentanti della nuova società e organizzazioni sindacali un Protocollo d’Intesa che ratifica il contenuto di un precedente accordo sindacale.

Dopo il fallimento di Metaphor Italy, nasce Metaphor Srl e già oggi è ripartita l’attività dell’azienda leader nella produzione di capi e accessori per l’alta moda.

“L’impegno di tutte le parti e la disponibilità del curatore, sostenuto dal Tribunale di Modena, hanno permesso in poco tempo di ottenere la copertura della Cigs per cessazione per tutti i lavoratori a partire dalla data del fallimento – ha spiegato l’assessore Colla – consentendo di mettere in sicurezza il reddito delle persone coinvolte e di avviare una rapida procedura d’asta a evidenza pubblica per aggiudicare l’azienda. Con questa acquisizione potrà ora proseguire una produzione d’eccellenza della nostra Fashion Valley, con la garanzia data da un Gruppo partecipato dal Fondo Italiano d’Investimento”.

Con il Protocollo sottoscritto, Metaphor Srl si impegna a garantire ai lavoratori un nuovo contratto di lavoro subordinato i cui termini sono i medesimi di quelli esistenti al momento del trasferimento del ramo d’azienda; inoltre sarà salvaguardata inoltre l’anzianità di servizio dei lavoratori. Ai dipendenti inquadrati con un contratto di apprendistato è stato offerto un contratto a tempo indeterminato con riconoscimento del livello che l’apprendista avrebbe conseguito al termine del periodo di formazione. Inoltre, Metaphor Srl si farà carico anche del pagamento dei crediti retributivi dovuti ai dipendenti dalla precedente gestione, per un massimo complessivo di surroga dei crediti fino a 300mila euro.

“L’obiettivo dell’investimento del Gruppo Florence -afferma Attila Kiss, CEO del Gruppo Florence – è salvaguardare il know-how dell’azienda che produce maglieria di alta gamma per i principali brand internazionali del lusso contando sull’expertise di 44 dipendenti altamente qualificati e 40 macchine di tessitura di ultima generazione”.

Il ruolo di Amministratore Delegato è stato affidato a Massimiliano Tosi, precedentemente responsabile del reparto di programmazione e tessitura: “Ci consideriamo estremamente fortunati ad entrare a far parte del Gruppo Florence che, in meno di un anno, è riuscito a diventare uno dei punti di riferimento dell’intera filiera del lusso in Italia. Sono convinto che il nostro team saprà essere all’altezza della fiducia che i nostri investitori e i nostri clienti ripongono nella qualità dei prodotti Metaphor”.

Nel processo di salvataggio di Metaphor è stata determinante la positiva collaborazione instaurata tra i sindacati: “Soddisfazione per la positiva soluzione di una difficile crisi, nata prima e al di fuori della pandemia del covid ma da questa aggravata – commenta Roberto Giardiello, Femca Cisl Emilia Centrale -. Questa è una soluzione che ha permesso di dare continuità lavorativa alle 40  lavoratrici e lavoratori ancora in forza. Inoltre, si conferma la presenza sul territorio di un’azienda moda di alta gamma il cui rilancio mi auguro possa sostenere anche altre aziende dell’indotto. È il risultato di un importante lavoro di squadra che ha coinvolto parti sociali e istituzioni nell’accompagnare questa soluzione. Più in generale l’acquisizione di piccole e medie aziende da parte di un forte soggetto economico industriale, anche salvaguardando l’autonomia delle singole aziende, può essere una risposta alla dimensione troppo piccola nelle aziende del settore moda italiane e locali”

 

 

 

 

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