Ottobre rosa. Screening salvavita: prevenzione primaria
Attualità, Il Settimanale

Pubblicato il

7 Ottobre 2021

Ottobre rosa. Screening salvavita: prevenzione primaria

Sensibilizzare sulla lotta al tumore al seno. La dottoressa Claudia Armocida: “Informazione, ricerca scientifica, educazione e diagnosi precoce”

di Maria Silvia Cabri

 

 

Ottobre si tinge di rosa, e la ragione non potrebbe essere più importate. Ottobre, infatti, è il mese dedicato alla sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione nella lotta al tumore al seno. Per combatterlo occorre infatti unire le forze e investire su formazione e ricerca scientifica. Anche educazione e informazione sulla patologia divengono importantissime.

Così come fondamentale è la diagnosi precoce: tra gli strumenti di prevenzione essenziale è lo screening. Perché nella lotta contro il tumore al seno ogni attimo è indispensabile. E l’ottobre rosa serve a farci riflettere proprio su questo. Esami periodici in assenza di ogni segno della malattia, infatti, permettono di intercettare il tumore e iniziare le cure ai primi stadi di sviluppo della malattia quando il trattamento ha maggiori probabilità di essere efficace e meno invasivo. Sul punto interviene la dottoressa Claudia Armocida, una delle referenti dello screening mammografico dell’Ausl di Modena.

Ottobre mese della prevenzione: quanto è importante?

Secondo AIRTUM (Associazione Italiana dei registri Tumori) un terzo di tutti i nuovi tumori sono tumori della mammella. Non soltanto è il tumore globalmente più frequente ma è anche il più ricorrente in ogni classe di età. In base ai tassi di incidenza età-specifici è possibile stimare il rischio cumulativo, ovvero quantificare la probabilità teorica di sviluppare un tumore della mammella nel corso della vita (da 0 a 84 anni) e questo rischio teorico comporterà che una donna ogni otto si ammalerà di tumore della mammella durante il corso della vita. Per tutte le evidenze scientifiche prodotte da nu- merosi studi internazionali, il Sistema Sanitario Nazionale nel 1999 ha deciso di inserire lo screening mammografi co nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), raccomandazione poi ripresa anche dai protocolli di sanità europei nel 2003.

Queste misure di sanità pubblica hanno dimostrato negli anni che partecipare allo screening mammografi co riduce di circa il 20% la probabilità di morire per cancro nel lungo periodo, aumenta la possibilità di guarigione e gli interventi chirurgici sono meno demolitivi… continua a leggere.

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