Chirurgia robotica italiana d’eccezione
Etica della vita, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

20 Ottobre 2021

Chirurgia robotica italiana d’eccezione

 

Una bella notizia che premia l’eccellenza italiana è quella relativa all’intervento chirurgico per rimuovere, tramite un robot, un tumore esteso dal rene fino al cuore. Per la prima volta al mondo, all’ospedale Niguarda di Milano, un’equipe di urologi e cardiochirurghi ha operato una paziente anziana, di 83 anni, con una tecnica meno invasiva di quella “a cielo aperto” attraverso l’uso di un robot chirurgico.

“Vista l’età e le condizioni della paziente” – spiega Aldo Bocciardi direttore dell’unità di Urologia -, abbiamo optato per una procedura mininvasiva senza incisione degli addominali e senza apertura dello sterno. Per farlo siamo ricorsi al robot chirurgico, usato per rimuovere il rene, sede del tumore”. Le pinze del robot, per la prima volta al mondo, ovviamente guidate magistralmente dal chirurgo umano, attraverso l’addome hanno rimosso questo grande e lungo tumore. In buona sostanza il sistema meccanico traduce perfettamente i movimenti della mano, del polso e delle dita del chirurgo in simultanei e precisissimi movimenti degli strumenti chirurgici.

La chirurgia robotica o telemanipolazione computer-assistita, rappresenta, allo stato attuale, l’ultimo gradino nello sviluppo delle innovazioni tecnologiche applicate alla chirurgia. I vantaggi generali nell’uso di questa tecnica sono: ampliamento delle capacità dell’operatore; il comando degli strumenti con semplici movimenti del polso che consentono al chirurgo di superare i limiti delle tecniche chirurgiche “a cielo aperto” e laparoscopiche, adottando un approccio mini-invasivo a una vasta gamma di procedure complesse; eliminazione dei movimenti naturali del chirurgo umano; maggiore velocità nelle procedure; diminuzione dell’invasività degli interventi e aumento della precisione; visualizzazione 3D in alta definizione; maggior comfort per il chirurgo e altro ancora.

Ovviamente esistono anche gli svantaggi dell’uso di questa tecnica, per esempio quelli legati principalmente al costo del sistema (sia iniziale per il robot e la strumentazione sia per il sostenimento del sistema stesso) e al fatto che, per poter manovrare il robot, occorrono competenze molto elevate da parte del chirurgo e del personale di sala da acquisire attraverso una specifica formazione. Davanti a tutto questo non possiamo che congratularci con chi ha ritenuto che i tempi fossero maturi per fare interventi di questo genere con l’ausilio del robot, auspicando che si possano superare al più presto gli ostacoli per un facile acquisto dello strumento e conseguire il rapido addestramento dei chirurghi.

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