Diaconato? Domande e risposte
Attualità, Chiesa, Il Settimanale

Pubblicato il

12 Novembre 2021

Diaconato? Domande e risposte

Canalchiaro 149. La rubrica curata dai seminaristi e dedicata alla condivisione di pensieri e riflessioni sulla loro quotidianità.

Francesco Cavazzuti

 

Le ordinazioni a diacono del seminarista di Carpi Francesco Cavazzuti – il 20 novembre – e dei diaconi permanenti modenesi Roberto Bandieri, Angelo Parretta e Matteo Solieri – il 13 novembre – si collocano nell’ambito della riflessione del Sinodo sull’apporto dei diaconi nelle comunità locali.

In queste comunità noi seminaristi stiamo vivendo le nostre esperienze pastorali e ci sentiamo interpellati a comprendere chi siano i diaconi e quale relazione abbiano con quelle stesse realtà dove svolgono il servizio, luoghi dove si esprime nell’ordinarietà concreta la vita delle Chiese di Modena e Carpi. Ci sta quindi a cuore fare emergere qualche domanda frutto del confronto interno alla nostra comunità e che auspichiamo possa aprire al dialogo in un’ottica sinodale.

L’identità del diacono. Fra i ministri ordinati?

Dall’8 al 10 ottobre scorso si sono riuniti a Gaiato molti diaconi con le loro mogli, e diversi di essi hanno espresso il desiderio di partecipare alla vita ecclesiale come ministri ordinati, in collaborazione con il vescovo e il presbiterio in quanto, come ha ricordato il relatore don Massimo Nardello, inseriti nella successione apostolica. Come rispettare ciò nella pastorale, dove sembrano quasi dei laici? E nella liturgia, dove appaiono quasi degli accoliti?

Quale apporto dei diaconi al servizio?

Il Papa ha descritto i diaconi “custodi del servizio” in una Chiesa che si comprende come “costitutivamente diaconale”… continua a leggere.

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