I sensi del feto
Etica della vita, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

2 Dicembre 2021

I sensi del feto

 

Come già scritto su queste pagine diverse volte, faccio molta fatica a comprendere come, nelle azioni concrete, si faccia differenza tra un essere umano che si sviluppa all’interno della madre e lo stesso dopo essere nato. Non è sempre la stessa persona? E allora, perché quando sta crescendo all’interno della placenta l’adulto si arroga il diritto di agire nei confronti dell’embrione mettendone a rischio l’incolumità, a volte uccidendolo e, quando lo stesso individuo è partorito, cambia radicalmente approccio?

Ancora una volta, a favore della certezza che chi sta all’interno del ventre materno non è un aggregato di cellule ma un essere umano, la scienza descrive come le percezioni di questo piccolo d’uomo non ancora nato sono le stesse, ovviamente con le dovute differenze, che ritroviamo poi nell’individuo partorito. Il feto prova emozioni, sogna e ricorda. Anna Della Vedova, docente di psicologia clinica all’Università di Brescia afferma che al 90% dei casi, la maturazione dell’apparato sensoriale avviene durante la gravidanza; il primo senso che si sviluppa è quello tattile: a otto settimane il feto percepisce dal punto di vista tattile e a trentadue settimane ha completato la percezione sensoriale.

Attraverso la parete dell’addome il feto sente la carezza della madre, del padre, dei fratellini. Gli spostamenti del liquido amniotico, favoriti dai materni movimenti, hanno addirittura sul feto un effetto decongestionante, come fosse un massaggio. Un altro ricercatore, Francis Mott, ha mostrato che il tatto fetale è fondamentale e fonte dell’autostima umana. L’altro senso che si sviluppa precocemente è il gusto, già dalla quattordicesima settimana il feto discrimina se nel liquido amniotico ci sono sostanze dolci o salate e questo lo si capisce monitorando il feto durante l’iniezione di sostanze amare o dolci: nel caso delle prime il feto fa espressioni di disgusto mentre per le seconde aumenta il movimento di suzione e deglutizione.

Recentemente si è scoperto che tra la quinta e l’undicesima settimana si sviluppano i recettori olfattivi; il bambino avverte gli odori trasportati attraverso il fluido della madre e riesce addirittura a distinguerli. Se si fa mangiare alla gestante cibi con aromi particolari la frequenza cardiaca del feto aumenta quando il cibo gli è gradito. Gli odori percepiti nell’utero concorrono alla formazione della memoria olfattiva e condizionano anche i comportamenti futuri. Addirittura, pare che tra i due gameti, l’oocita e lo spermatozoo, ancor prima di unirsi, ci sia uno scambio di segnali attrattivi attraverso molecole odorose.

(1°parte)

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