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Il vescovo Erio Castellucci interviene sul tema della denatalità

"La formazione delle nuove generazioni è il terreno su cui parrocchie e associazioni stanno lavorando con generosità, in rete con le altre realtà educanti: famiglia, scuola, lavoro, sport, cultura, volontariato"

 

 

Il vescovo Erio Castellucci interviene sul tema della denatalità
Monsignor Erio Castellucci, vescovo di Carpi

 

 

Monsignor Erio Castellucci, vescovo di Carpi, interviene sul tema della denatalità (fonte Resto del Carlino di Modena, 2 gennaio 2022)

“Evocata fino a qualche decennio fa per segnalare il problema della sovrappopolazione, la ‘questione demografica’ viene ora richiamata anche per il problema opposto, la decrescita della popolazione, ossia la differenza negativa tra i morti e i nati nell’arco di un anno. In Italia questa forbice è diventata così ampia da destare serie preoccupazioni per l’immediato futuro. Nel Novecento le nascite annue oltrepassavano il milione, esclusi gli anni delle due guerre mondiali; ma dagli anni Sessanta il calo è progressivo, fino a scendere sotto il mezzo milione nel 2015 e abbassarsi a meno di 405.000 nel 2020 e al di sotto dei 400.000 nel 2021. Se la tendenza non cambia, questo autunno demografico condurrà l’Italia verso un vero e proprio inverno: ormai il numero dei morti supera ogni anno di parecchie decine di migliaia quello dei nati”.

“Le cause sono varie. Ha ragione chi collega la denatalità a motivi economici: disoccupazione giovanile mediamente elevata; condizioni lavorative talvolta precarie; scarsità dei servizi di supporto alle famiglie; alto costo dei figli; crisi economica in atto, e così via. Ha ragione anche chi individua cause più profonde, di natura culturale: instabilità dei legami affettivi; separazione della sessualità dalla fecondità; figli rinviati e figli concepiti ma non accolti, e così via. Deve sentirsi interpellato non solo il mondo politico, ma anche il poliedrico mondo dell’educazione, comunità cristiane comprese”.

“La formazione delle nuove generazioni è il terreno su cui parrocchie e associazioni stanno lavorando con generosità, in rete con le altre realtà educanti: famiglia, scuola, lavoro, sport, cultura, volontariato. L’educazione all’amore, agli affetti, alla corporeità e alla sessualità come ‘dono di sé’ e le testimonianze di accoglienza, sono formative e incoraggianti per i ragazzi e i giovani. Insieme alle diverse forme democratiche di pressione sul mondo politico per una maggiore attenzione alla famiglia, è l’opera educativa, alla quale la Chiesa contribuisce, che potrà in tempi lunghi invertire la tendenza attuale, perché l’inverno demografico lasci gradualmente il campo alla primavera”.

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