Ha vissuto il suo “I Care”
Attualità, Il Settimanale
Pubblicato il Gennaio 20, 2022

Ha vissuto il suo “I Care”

Unanime cordoglio per la scomparsa del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Europeista convinto, la radice del suo impegno nella formazione cristiana e nella fede vissuta nell’attenzione agli ultimi.

 

La scomparsa di David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, è stata accompagnata da reazioni commosse e grate per il suo operato come giornalista prima e poi come politico. La dimensione continentale del suo incarico ha amplificato il coro unanime di ammirazione per il modo con cui ha vissuto il suo servizio nelle istituzioni ma soprattutto per le idee e le azioni conseguenti che hanno caratterizzato il suo agire e le sue scelte.

C’è poi quel fatto, la visita al Campo di Fossoli l’11 luglio scorso, richiamato più volte in diversi interventi, anche dalla presidente Ursula von der Leyen in un’intervista al Tg1, che ha creato un legame particolare tra il nostro territorio e il presidente Sassoli. Fu un evento dall’alto valore simbolico, secondo il presidente della Fondazione Fossoli Pierluigi Castagnetti quel gesto e il discorso pronunciato da Sassoli nell’occasione rappresentano il suo testamento politico.

In effetti andando a rileggerlo c’è davvero in pensiero di un grande europeista che aveva ben chiaro i valori fondanti dell’Europa, delle sue istituzioni e dei suoi popoli. Sarà importante, come ha promesso il sindaco di Carpi Alberto Bellelli, che la nostra città non dimentichi quel giorno e quel Presidente dal sorriso gentile.

Le esequie e l’omelia del cardinale Zuppi

Venerdì 14 gennaio nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica a Roma si sono svolti i funerali di Stato per David Sassoli, a presiedere il rito funebre il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e amico di gioventù. “Ecco, la beatitudine piena che oggi David vive e con la sua vita ci ricorda e ci consegna. David – ha affermato il cardinale Zuppi in un passaggio centrale dell’omelia – era un uomo di parte, e anche un uomo di tutti, perché la sua parte era quella della persona.

Per per lui la politica era, doveva essere per il bene comune e la democrazia sempre inclusiva, umanitaria e umanista. Ecco perché voleva l’Europa unita e con i valori fondativi, che ha servito perché le sue Istituzioni funzionassero, che ha amato perché figlio della generazione che aveva visto la guerra e gli orrori del genocidio e della violenza pagana nazista e fascista, dei tanti nazionalismi, lui figlio della resistenza e dei suoi valori, quelli su cui è fondata la nostra Repubblica e che ha ispirato i padri fondatori dell’Europa. È da quella immane sofferenza – quella per cui volle che recentemente la Presidente andasse a Fossoli, uno dei tanti luoghi di sofferenza della barbarie della guerra – che nasceva il suo impegno… continua a leggere.

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