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Qui c’è vita: “Quel cromosoma in più che ci ha resi ancora più famiglia”

Per la “Festa della Famiglia” in Cattedrale, alcune testimonianze su esperienze di vita, adozione e unione familiare.

Qui c'è vita: “Quel cromosoma in più che ci ha resi ancora più famiglia”

 

Domenica 30 gennaio, in occasione della “Festa della Famiglia”, tradizionale appuntamento per la parrocchia della Cattedrale, sono state presentate alcune testimonianze da parte di parrocchiani, durante le tre messe della mattinata. “L’iniziativa è nata dalla Commissione Famiglia – spiega don Massimo Dotti, parroco del Duomo -. Alcune persone della parrocchia hanno accettato di raccontare la loro esperienza, rendendoci tutti parte di una grande comunità, una grande Famiglia”.

“Quel cromosoma in più che ci ha resi ancora più famiglia”

“Mi chiamo Manuela. Io e Tommaso siamo i genitori di Giulia, Francesco ed Edoardo. Edoardo ha 21 mesi: lo abbiamo aspettato tanto e proprio quando pensavamo che non sarebbe più arrivato, eccolo. Un immenso dono di Dio mandato a scombinare tutti i nostri piani. Edoardo ha un cromosoma in più, possiamo chiamarla sindrome di down o, in modo più moderno, trisomia 21.

Vorrei poter dire di aver accolto la notizia della sindrome con gioia, come una novella Maria che ha accolto l’annuncio dell’angelo con tanta fiducia seppur con un po’ di smarrimento. Ma non è stato così: mi sono tanto arrabbiata, con me stessa e con Dio. Come poteva permettere che mio figlio, creaturina così piccola ed indifesa avesse la sindrome di down?

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