L’esempio
Attualità, Chiesa, Il Settimanale
Pubblicato il Febbraio 10, 2022

L’esempio di un amore più grande

Celebrata la festa della Patrona, riscoprendone nella pandemia il significato spirituale. Le parole di don Zuarri.

di Corrado Corradi

 

 

Per il secondo anno consecutivo la pandemia obbliga anche la parrocchia di Cibeno a festeggiare la propria Patrona, Sant’Agata, senza appuntamenti conviviali o eventi non strettamente religiosi.

Ciò ha consentito di concentrare tutte le attenzioni sull’aspetto spirituale e religioso della festa, richiamando i fedeli a scandire con alcuni momenti di preghiera la giornata del 5 febbraio in cui si fa memoria della santa. La recita delle Lodi al mattino ed il canto dei Vespri nel tardo pomeriggio sono stati il prezioso strumento per predisporre i fedeli alla solenne celebrazione eucaristica della sera, presieduta dal nuovo parroco, don Andrea Zuarri, e concelebrata dal “parroco emerito”, don Carlo Gasperi, e da don Riccardo Paltrinieri, che per dieci anni, dal 2010 al 2019, a Cibeno è stato prima collaboratore e poi vicario parrocchiale.

Don Andrea ha preso spunto dal ritornello del salmo responsoriale della messa “alle tue mani Signore affi do la mia vita” per invitare i presenti a non temere per il proprio futuro, perché “qualunque cosa possa accadere, qualsiasi cosa ci possano riservare le giornate, i tempi e gli avvenimenti, la nostra certezza è che la nostra vita è al sicuro nelle mani del Signore.

Continua a leggere oppure abbonati qui

Conferimento del lettorato e dell’accolitato a cinque laiche della Chiesa di Carpi
Sabato 16 maggio, alle 18, nel Duomo di Modena, il vescovo Erio Castellucci conferirà i ministeri del lettorato e dell’accolitato a diciassette laici e laiche. Fra di loro cinque donne della Chiesa di Carpi. Le loro testimonianze
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 13 Maggio, 2026
Sabato 16 maggio, alle 18, nel Duomo di Modena, il vescovo Erio Castellucci conferirà i ministeri del lettorato e dell’accolitato a diciassette laici ...
“Preferirei essere chiamato per nome”: presentato il volume che raccoglie dieci anni di lettere e riflessioni di monsignor Castellucci
A dieci anni dal suo arrivo come arcivescovo di Modena-Nonantola, don Erio ha lasciato un segno profondo nella comunità diocesana, distinguendosi per profondità teologica, umiltà, vicinanza e dedizione pastorale, e sull’esempio dei padri della Chiesa ha saputo far dialogare sapere teologico e ministero apostolico.
di Daniele 
Pubblicato il 13 Maggio, 2026
A dieci anni dal suo arrivo come arcivescovo di Modena-Nonantola, don Erio ha lasciato un segno profondo nella comunità diocesana, distinguendosi per ...