A 95 anni dalle nozze: i coniugi Focherini e Mirandola
Attualità, Chiesa, Mirandola

Pubblicato il

2 Luglio 2025

A 95 anni dalle nozze: i coniugi Focherini e Mirandola

95 anni fa, il 9 luglio 1930, Odoardo Focherini e Maria Marchesi si univano in matrimonio nel Duomo di Mirandola. La memoria del loro legame con la città dei Pico rivivrà in tre eventi organizzati da Diocesi, Parrocchia, Comitato Sala Trionfini e Amici della Consulta

di Virginia Panzani

 

 

Nel 95° delle nozze di Odoardo Focherini e Maria Marchesi, mercoledì 9 luglio, alle 18.30, il vescovo Erio Castellucci presiederà la Messa nel Duomo di Mirandola, esattamente nel giorno e nel luogo in cui fu celebrato il matrimonio. Maria Marchesi era infatti mirandolese, ma con radici trentine: nella città dei Pico nacque il 3 marzo 1909, da Michele Marchesi – nato anch’egli a Mirandola, originario di Marcena di Rumo, dove aveva sposato nel 1900 Maddalena Bonani – e crebbe nell’Azione Cattolica parrocchiale. Dopo lo scoppio della guerra, lei, il marito e i figli andarono ad abitare nella casa della famiglia Marchesi in piazza Costituente: da lì Odoardo uscì la mattina dell’11 marzo 1944 per non farvi più ritorno. Al profondo legame tra i coniugi Focherini e Mirandola sarà dedicata la “lettura itinerante” in cinque soste prevista per la serata di venerdì 11 luglio.

La vicinanza delle “sorelle” di Azione Cattolica

Quando la notizia della morte di Focherini giunse anche a Carpi e a Mirandola, tante furono le attestazioni di vicinanza e di affetto che Maria ricevette. Come ricorda la storica, nonché nipote, Maria Peri, “don Ruggero Golinelli, allora cappellano a Mirandola, scrisse alla giovane vedova: ‘Anime di fede viva come siete tutti, non saprei che parole dettarvi. Nel cuore di Gesù, dove vi sarete certamente nascosti, troverete la medicina, il conforto, la luce necessaria per vedere la divina volontà e adorarla’”. Da parte loro, le amiche dell’Azione Cattolica, attraverso la lettera scritta da Carmen Pacchioni Gavioli, vollero stringendosi a Maria “come a sorella” “per dare quel che è possibile di aiuto spirituale e per apprendere alla di lei scuola, le leggi della santità cristiana”.

 

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