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“Nessuno può vederlo e restare vivo”

Torna la rassegna con quattro incontri di alto profilo culturale dedicati quest’anno al tema “I volti di Dio".

di Don Alberto Bigarelli, Presidente onorario del Cib

 

“Nessuno può vederlo e restare vivo”

 

Il Centro Informazione Biblica che ha la sua sede a Carpi ha messo in cantiere per il 2022 quattro conferenze pubbliche che ha deciso di dedicare al tema “I volti di Dio”. Per motivi di carattere organizzativo, non si svolgeranno secondo l’ordine previsto inizialmente, ma l’ultima programmata sarà proposta per prima. La rassegna è promossa in collaborazione con il Circolo Alci Carpi Aps e con la parrocchia della Cattedrale.

I giovani di oggi e Dio: contro o indifferenti?

Allora la prima conferenza del 13 marzo ha a che fare con l’attualità. È stata affidata al modenese Ivo Seghedoni per la sua esperienza a contatto col mondo giovanile. Il titolo che abbiamo pensato di affidargli è “Il Dio dei giovani – Contro? Semplicemente indifferenti?”. Credo che si possa fare qualche passo indietro perché ci si può domandare se esiste nei giovani una riflessione su questo tema. Poi non sarebbe fuori luogo domandarsi – connesso a quanto ho appena scritto – se ha senso parlare di vita interiore. Non stiamo forse assistendo a una sorta di eliminazione dell’interiorità? A una sua eclissi?

Platone scrive nella sua apologia di Socrate: “Il più gran bene per l’uomo è interrogarsi su se stesso e indegna di essere vissuta è una vita senza tale attività” (XXVIII,38a). Nel nostro occidente è famoso il precetto “Conosci te stesso”, il più celebre fra quelli presenti nell’iscrizione sul frontone del tempio di Apollo a Delfi. Se pensiamo poi ai regimi totane del secolo scorso … essi perseguivano l’annientamento dell’individuo dato che tali regimi tendevano a ridurre e negare gli spazi di libertà attraverso l’annullamento dell’interiorità, del pensiero diverso e critico. U. Galimberti ha parlato di “omologazione dell’intimo a cui tendono tutte le società conformiste”.

Non è fuori luogo pensare che dalla vita interiore dipenda la qualità della vita personale, delle relazioni affettive e di amicizia, sociali e politiche. Oggi, se da un lato siamo di fronte a un’accentuazione della soggettività, dall’altro, questa soggettività appare forte in emozioni, ma debolissima nella vita interiore. Il più delle volte una soggettività segnata patologicamente dal narcisismo e dall’individualismo, dalla carenza di riflessione, cioè dal lavoro interiore della vita psicologica, l’assunzione delle situazioni, degli eventi, dei rapporti e delle relazioni.

Insomma di fronte all’enfasi posta sulla soggettività, scrive T. Anatrella: “una buona parte delle malattie moder- riscontrabili soprattutto nei giovani, sono malattie della soggettività, come le depressioni, la noia esistenziale, la tossicomania, la bulimia e l’anoressia”. A questo punto possiamo riandare al titolo: “Il Dio dei giovani – Contro? Semplicemente indifferenti?”.

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