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La solidarietà di Carpi al popolo ucraino

"Quella è la nostra terra e dobbiamo difenderla. Io stessa appena possibile tornerò nella mia Ucraina".
La solidarietà di Carpi al popolo ucraino
da sinistra Marzia Luppi, Olga Nykyha, Pierluigi Castagnetti e Davide Dalle Ave

 

 

Anche Carpi si è tinta di giallo e blu, i colori dell’Ucraina, in segno di solidarietà verso il popolo ucraino. Nella mattinata, la stessa comunità ucraina di Carpi ha promosso una manifestazione innanzi al Municipio cui hanno partecipato centinaia di persone, tra stranieri e italiani.

I bambini stringevano tra le mani un ‘rosario’ fatto di palloncini gialli e blu, che al termine dell’incontro è stato lanciato verso il cielo.

Olga Nykyha, referente della comunità ucraina a Carpi, ha sottolineato “l’affetto e la solidarietà che stiamo sentendo da parte di tutti”.

Nel pomeriggio c’è stato un altro momento di sensibilizzazione, promosso dal Comune e dalla Fondazione Fossoli, dal Cortile delle Steli, dal Monumento Museo al Deportato.

L’assessore alla cultura, Davide Dalle Ave, e il presidente della Fondazione Fossoli, Pierluigi Castagnetti, nei loro discorsi hanno ribadito a chiare lettere: “No alla guerra. Sì alla pace e a tutti i tentativi diplomatici per arrivare a questo risultato”.

 

La solidarietà di Carpi al popolo ucraino
Olga Nykyha

 

“Venti anni fa sono venuta in Italia – ha spiegato Olga – per cercare lavoro dopo che sono rimasta vedova con due bambine piccole. E’ straziante vedere quello che sta accadendo nel mio Paese: persone che fuggono con una valigia in mano, senza neanche sapere dove potranno trovare rifugio. Ci sono bambini per strada, nascosti nelle metropolitane; moti sono arrivati qui da noi, presso la Comunità ucraina, e non riescono neppure a parlare dal tanto sono sotto shock. A differenza di come vogliono farci apparire, noi ucraini siamo un popolo che vuole la pace, cristiani. Le mie figlie di 29 e 25 anni hanno deciso di restare là, hanno paura e io per loro, ma capisco la loro scelta, perché quella è la nostra terra e dobbiamo difenderla. Io stessa appena possibile tornerò nella mia Ucraina”.

 

 

 

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