La Francia implementa la legge sull’aborto
Etica della vita, Il Settimanale, Rubriche

Pubblicato il

17 Marzo 2022

La Francia implementa la legge sull’aborto

 

Professionisti della salute, esponenti dei movimenti e associazioni femministe e politici, hanno sostenuto alcune modifiche della legge sull’aborto in Francia. L’approvazione di queste ha esteso, di fatto, alcuni vincoli della precedente versione come: allungare il limite dell’aborto legale da 12 a 14 settimane e dare la possibilità ad altri professionisti sanitari, come le ostetriche, di eseguire l’intervento abortivo.

Il testo abolisce anche il periodo di riflessione obbligatorio di due giorni, previsto dopo la consultazione psicologica per le minorenni. Alla base di queste scelte si riconosce anche l’intenzione di evitare viaggi in altri Paesi alle donne che vogliono abortire, qualora in patria, avessero superato il limite consentito di tempo utile per sottoporsi all’intervento. L’allargamento ad altre figure sanitarie come le ostetriche e gli ostetrici è stata una decisione per cercare di reclutare più personale possibile in quanto è aumentato il numero dei medici obiettori.

Togliere anche i giorni di riflessione è veramente uno spingere al massacro, non solo pensando al feto da rimuovere ma anche alla rovina, da tutti i punti di vista, di queste giovani ragazze. Questa legge fa seguito a un decreto pubblicato in febbraio che consentiva alle donne di accedere, entro 7 settimane, all’interruzione di gravidanza per via farmacologica, senza ricorso a una struttura ospedaliera con consegna dei farmaci direttamente in farmacia, abolendo così l’obbligo di assunzione della prima pillola in presenza di un operatore sanitario.

Questo iter legislativo, che mostra il pensiero e la volontà di tanti, è stato salutato come “svolta e pietra miliare per i diritti delle donne”, “vittoria importante per disporre liberamente del proprio corpo”. Altri commenti propongono un dovere di vigilare attentamente in tutta la Francia in modo che la legge si possa applicare sempre e comunque, ma non solo: che ogni persona, indipendentemente dall’età, dallo stato sociale, economico, dalla nazionalità e dell’identità di genere, possa accedere all’aborto.

Tutto questo mostra un libertinismo assoluto come norma fondante di un’ecatombe senza fondo; l’illusione che distruggendo il limite tra l’etico e l’immorale sia la conquista che promuove l’essere umano. In questo modo, non solo si uccide un essere umano che sta crescendo nel ventre di una mamma ma si compie un suicidio assistito, quello della madre.

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