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Prosegue al Sacro Cuore e all’Oratorio Eden il progetto di “Accoglienza” di 46 bambini e ragazzi ucraini scappati dalla guerra

Ogni giorno una conquista in più.

di Maria Silvia Cabri

 

Prosegue al Sacro Cuore e all’Oratorio Eden il progetto di “Accoglienza” di 46 bambini e ragazzi ucraini scappati dalla guerra

 

Sono passate quasi tre settimane da quando 46 bambini e ragazzi, tra i 6 e i 14 anni, provenienti dalla martoriata Ucraina, sono stati accolti negli spazi dell’istituto Sacro Cuore di Carpi e dell’Oratorio cittadino Eden, prime realtà del territorio ad aderire al progetto “Accoglienza minori” coordinato dall’Unione Terre d’Argine.

Dallo scorso 30 marzo, i giovani hanno infatti iniziato il nuovo percorso (che durerà fino alla fine dell’anno scolastico, il prossimo 4 giugno), seguiti e accompagnati dagli educatori della Cooperativa sociale il Mantello, come Francesco, Asia e Silvia che si occupano appunto dell’accoglienza, e da Nataliya, della cooperativa Kaleidos, signora ucraina, che segue propriamente la mediazione culturale e che racconta questa esperienza.

Nataliya, da dove provengono i ragazzi che sono stati accolti all’Istituto Sacro Cuore e negli spazi dell’Oratorio Eden?

I giovani provengono da varie città dell’Ucraina: Sumy, Kryvyi Rih, Ternopil, Dnipro, Lviv.

Come comunicano tra di loro? Riescono a capirsi tra di loro?

I ragazzi parlano tra di loro in due lingue senza nessun problema. In ucraino e in russo. Senza nessun obbligo di conversare in ucraino, per esempio, quando uno degli amici di classe si rivolge in ucraino, l’altro si sente libero di rispondere in russo e si capiscono perfettamente.

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