Dalle prove nascono frutti di speranza
Attualità, Il Settimanale, Mirandola, Territorio

Pubblicato il

10 Giugno 2022

Dalle prove nascono frutti di speranza

Convegno diocesano il 2 giugno a Mirandola: la “crescita umana” dal 2012 ad oggi, testimonianze e riflessioni /1

di Virginia Panzani

 

Da sinistra Stefano Toscani, Andrea Ballestrazzi, Carla Cestari Belli, monsignor Gildo Manicardi, suor Katia Roncalli, don Andrea La Regina, Bruno Scaltriti

 

“Crescita umana”: questa l’idea al centro del convegno tenutosi lo scorso 2 giugno, nel decennale del terremoto, per iniziativa del Tavolo diocesano animazione culturale Patrono San Bernardino da Siena e del Laboratorio Teologico Realino.

Particolarmente ricca di significato la cornice scelta, il Duomo di Santa Maria Maggiore in Mirandola, chiesa magnificamente rinata dalle macerie, che, come ha sottolineato il Vicario generale, monsignor Gildo Manicardi, moderatore degli interventi, “è testimone di tutta la bellezza della tradizione, ma anche espressione della varietà di sviluppi che viene dall’affrontare le sfide con lo sguardo rivolto al futuro”.

Dunque, se il primo convegno diocesano, svoltosi il 28 maggio, si è concentrato in particolare sulla ricostruzione degli edifici, con quello del 2 giugno ci si è proposti di evidenziare “ciò che è successo all’uomo e alla comunità, ovvero gli atteggiamenti maturati”, passando anche attraverso la difficile esperienza della pandemia.

La mattinata, introdotta dal saluto del vicesindaco Letizia Budri, a nome dell’amministrazione comunale di Mirandola, è stata così divisa in due parti: la prima con le testimonianze di chi ha vissuto il terremoto in prima linea e di chi è intervenuto “dall’esterno” per portare aiuto; la seconda con riflessioni di carattere più generale sull’approccio ai momenti di crisi e di prova, che inevitabilmente segnano la condizione umana, e sulla possibilità di farne occasioni di ripartenza.

Carla Cestari Belli, farmacista, mamma di Marco “Campo Paradiso”, cuore pulsante di vita nuova

Profonda e toccante la testimonianza della dottoressa Carla Cestari, farmacista, parrocchiana di San Giovanni di Concordia, e membro del consiglio pastorale diocesano. Purtroppo, questa volta non era presente al suo fianco il marito, il dottor Renzo Belli, tornato alla Casa del Padre nel febbraio scorso a causa del covid, tante volte intervenuto in passato insieme a Carla nel ricordo del figlio trentenne Marco, anche lui farmacista, scomparso il 24 maggio 2012, tra la prima e la seconda grande scossa di terremoto. Una maternità, quella della dottoressa Cestari, che, sorretta dalla fede, si è aperta, dal dolore indicibile per la perdita del figlio, all’accoglienza di tanti, uomini, donne, bambini, famiglie, rimasti senza un tetto.

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