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Pubblicato il Luglio 20, 2022

Serata di Nomadelfia a Quartirolo, l’alfabeto della fraternità

Sabato 23 luglio, alle 21, a Quartirolo di Carpi andrà in scena la “Serata di Nomadelfia” unica data in Emilia-Romagna. Canti e danze per portare a tutti il messaggio di fraternità vissuto dalla comunità fondata da don Zeno Saltini. Alcune anticipazioni sullo spettacolo

di Virginia Panzani

 

Sarà l’area festa della Sagra parrocchiale di Quartirolo a Carpi (via Marx 109) ad accogliere sabato 23 luglio, alle ore 21, la “Serata di Nomadelfia”. Quella carpigiana è l’unica tappa in Emilia-Romagna del tour estivo 2022, che si concentra sulla riviera toscana e che segna il ritorno sulle scene dopo due anni di pausa a causa della pandemia. L’ingresso è libero.

“La Serata di Nomadelfia – afferma il parroco di Quartirolo, don Antonio Dotti – è un appuntamento atteso alla nostra Sagra per diversi motivi. Anzitutto il messaggio di fraternità universale che esprime, portando con sé la storia del popolo che lo vive concretamente, creato da don Zeno in seno alla Chiesa di Carpi, con tanti sacrifici. Lo scenario internazionale di oggi influenzato anche dal nostro stile di vita grida il bisogno di diventare tutti artigiani di fraternità, altrimenti collasseremo: guardando ai nomadelfi possiamo imparare come attuarla”. Poi, sottolinea don Dotti, “c’è il desiderio di portare avanti le relazioni fra la nostra e la loro comunità, sull’esempio dei parroci che mi hanno preceduto: l’amicizia per i nomadelfi è molto sentita tra i nostri fedeli, di ogni età, e questo è un patrimonio di fede da custodire e portare avanti”.

Le “Serate di Nomadelfia” sono spettacoli di danze moderne e folkloristiche che dal 1966 si tengono ogni estate nelle piazze d’Italia. I ballerini sono i ragazzi della stessa Nomadelfia, preparati durante l’anno dal supporto di alcuni professionisti esterni.

“La Serata che andrà in scena a Quartirolo – spiega Paolo, responsabile della comunicazione di Nomadelfia – propone vari riferimenti al territorio carpigiano, dove affondano le nostre radici. Fra questi, l’abbattimento dei muri del campo di concentramento di Fossoli, dove si trasferì l’Opera Piccoli Apostoli fondata da don Zeno e dove nacque Nomadelfia. Questo evento evoca i tanti muri che oggi, purtroppo, si costruiscono nel mondo e ci invita ad abbatterli e ad impegnarci per la fraternità, la pace, la giustizia”.

Paolo di Nomadelfia anticipa inoltre che lo spettacolo si svilupperà in diverse parti che seguiranno, per così dire, l’alfabeto al contrario, partendo dalla Z di Zeno, dalla V di Vangelo, e dalla U di uomini. “Questa successione delle tre lettere – osserva – esprime bene la definizione di ‘capovolgitore’ che fu data a don Zeno. Ricordiamo, ad esempio, che per ospitare i Piccoli Apostoli all’interno del casinone di San Giacomo Roncole di Mirandola, da lui acquistato, sfrattò gli inquilini che pagavano regolarmente l’affitto, poiché disse che costoro avevano i soldi per trovarsi un’altra casa, mentre i non paganti non avrebbero saputo dove andare”.

Una novità particolare della Serata 2022, aggiunge infine Paolo di Nomadelfia, sarà, a chiusura dello spettacolo, il canto dedicato all’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, scritto e musicato dai ragazzi e da una mamma.

“Le prime date del nostro tour hanno avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico – sottolinea -. Siamo lieti dell’entusiasmo suscitato intorno a questi temi. Qualcuno ci ha riferito che l’assistere alla Serata di Nomadelfia è stato un ripasso sul come essere cristiani, sul come mettere in pratica fino in fondo quell’amore per il prossimo che il Vangelo ci insegna e per cui don Zeno ha donato tutta la sua vita”.

 

Nomadelfia è una comunità fondata dal sacerdote carpigiano don Zeno Saltini (1900-1981). Ha sede nelle vicinanze di Grosseto. Oggi raccoglie circa 300 persone suddivise in famiglie e gruppi familiari che hanno scelto di vivere un cammino di condivisione di vita seguendo la legge della fraternità ispirata dal Vangelo. Dopo le prime esperienze di accoglienza dei bambini orfani iniziate nel 1933 presso la parrocchia di San Giacomo di Mirandola, don Zeno si trasferì nel 1947 nel campo di concentramento di Fossoli dando vita ad una vera e propria cittadella della fraternità che chiamò Nomadelfia. La presenza a Fossoli durò fino al 1952 e da qui il trasferimento in Maremma. “Cambio civiltà, cominciando da me stesso”: con questa affermazione, don Zeno ci invita a costruire, ora, il mondo in cui vivranno i nostri fratelli, domani.

Info: www.nomadelfia.it

 

Una delle prime date del tour 2022 Serate di Nomadelfia (Foto Pagina Facebook Nomadelfia)

 

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