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AC: tempo di incontri

Campi estivi, le proposte per i diversi settori e fasce d’età, sulle orme di Mamma Nina, don Zeno e del giudice Livatino

AC: tempo di incontri

 

L’estate è tempo di vacanze e tempo per rigenerarsi, infatti, l’Azione Cattolica sfrutta da sempre questo tempo per proporre i propri campi estivi, divisi per settore e fasce di età, ognuno con un tema diverso capace di incontrare i desideri degli associati.

Dal 1° al 7 agosto una quarantina di Giovani e Giovani Adulti di AC della diocesi di Carpi si incontreranno a Lozio, nel bresciano, per il tanto atteso campo estivo, mentre i Giovanissimi del biennio e del triennio partiranno, sempre per Lozio, dal 17 al 24 agosto.

“Dopo due anni senza campi, la voglia di stare insieme, di condividere pensieri ed esperienze all’interno dei lavori di gruppo, di rivivere questo importante momento diocesano è alle stelle!” ha commentato la vicepresidente Giovani, Rebecca Grazian. “Il tema scelto dal settore Giovani è ‘Vocazione’, un tema che sottolinea come in questo periodo di ripartenze sia desiderio di molti discernere e provare a comprendere verso cosa (e da chi) sentirsi chiamati; con lo stile che ha sempre contraddistinto l’AC: camminando insieme e mettendosi in discussione”.

Anche i gruppi ACR avranno la possibilità di partecipare ai propri campi parrocchiali o interparrocchiali (sempre di più nel tempo si uniscono le forze e si collabora fra parrocchie), seguendo una traccia diocesana alla scoperta della figura di Giobbe: “Giobbe nel multiverso dei proverbi”.

Il settore Adulti, invece, offre il campo estivo adultissimi, dal 23 al 30 luglio in Valle Aurina, e il minicampo aperto a tutti gli adulti dal 26 al 28 agosto a Folgaria.

Il tema “So-stare nell’incertezza” nasce dal desiderio di dare continuità alla riflessione aperta dalla Festa di Azione Cattolica del 9-12 giugno scorso dal titolo “La cura di tutti verso il futuro di altri”.

“Comprendiamo che l’incertezza, che caratterizza ogni tempo, è una questione complessa che genera un senso d’instabilità e crea un profondo disagio, per cui finiamo per limitarci a vedere solo il presente e il passato e, sul piano dell’iniziativa e del futuro, rischiamo di rinchiuderci in un rigido immobilismo” sostengono i vicepresidenti Adulti Benedetta Lodi e Marco Iori.

“L’incertezza però, come dimensione dell’umano, è anche occasione generativa di consapevolezza e crescita nella dimensione della cura, a partire dalle relazioni: “l’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri: la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro” (Fratelli tutti, n. 66). È questa la chiave di lettura del nostro tempo, forse di ogni stagione, che la Festa di AC ci ha fatto scoprire”. A fare da sfondo ai campi la figura del profeta Elia: “lui per primo sarà messo a dura prova e rimarrà fedele” (Papa Francesco: Elia, “un uomo dalla fede cristallina” 7-10-2020 Udienza generale).

Se vogliamo spingerci verso il futuro, dovremo fare pace con l’incertezza, da cui nemmeno la fede ci mette al riparo, anche se è un aiuto per farci stare sulle nostre gambe e camminare, grazie allo Spirito. Ce lo insegnano testimoni del nostro territorio, che ci accompagneranno nei campi, da Mamma Nina a don Zeno Saltini, a cui si aggiunge la figura del giudice Livatino, che hanno saputo discernere e stare dentro il loro tempo incerto diventando donne e uomini della promessa, capaci cioè di vedere e testimoniare i passi della Speranza.

A cura della Presidenza di AC

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