Proseguono
Attualità, Carpi, Cultura e Spettacoli
Pubblicato il Settembre 23, 2022

Proseguono le mostre al Museo diocesano a Carpi

Questo fine settimana proseguono le mostre “Emozioni per generare il cambiamento. Per una giustizia ecologica” a cura di Asaf Ud Daula e Lia Beltrami, e “Una Confraternita per i giustiziandi. La Confraternita della Misericordia e l’assistenza ai condannati a morte”, a cura di Andrea Beltrami e Mauro Giubertoni

Mostra “Emozioni per generare il cambiamento” – Foto di Kristina Bychkova

 

Proseguono questo fine settimana le mostre “Emozioni per generare il cambiamento. Per una giustizia ecologica” a cura di Asaf Ud Daula e Lia Beltrami, e “Una Confraternita per i giustiziandi. La Confraternita della Misericordia e l’assistenza ai condannati a morte”, esposizione documentaria a cura di Andrea Beltrami e Mauro Giubertoni.

La prima mostra, “Emozioni per generare il cambiamento. Per una giustizia ecologica”, invita a vivere il cosiddetto “tempo del creato” per soffermarsi a riflettere sulla cura della “casa comune” – la madre terra e le sue creature – con particolare riferimento all’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco. Ecco allora che per dare visibilità a questo “tempo”, attraverso l’arte e le sue valenze educative, l’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro e custodia del creato si è attivato per portare a Carpi la mostra itinerante di Asaf Ud Daula, fotografo originario del Bangladesh, curata dalla regista e documentarista Lia Beltrami, che ha il patrocinio del Pontificio Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Si tratta di quaranta fotografie montate su appositi pannelli lignei, ricavati dagli alberi abbattuti nel 2018 dalla Tempesta di Vaia, nell’area delle Dolomiti e delle Prealpi Venete. A completare il percorso un video con le parole di Papa Francesco.

La seconda esposizione “Una Confraternita per i giustiziandi. La Confraternita della Misericordia e l’assistenza ai condannati a morte” propone una selezione di documenti riguardanti la Confraternita della Misericordia, un sodalizio antico sorto a Carpi, assieme ad altre realtà assistenziali, con il compito di esercitare opere di pietà e di assistenza ai bisognosi, ma anche di accoglienza e di educazione dei cosiddetti “esposti”, ossia i neonati abbandonati e affidati alle cure dei confratelli. Fra tali attività, una in particolare interessa il versante della giustizia, ovvero l’assistenza ai condannati a morte, il loro conforto durante i giorni precedenti al supplizio e la cura della loro sepoltura. Un tema di non facile approccio emotivo raccontato nelle carte esposte, provenienti dall’archivio della Curia vescovile e della Cattedrale di Carpi, recentemente ordinato da Mauro Giubertoni, curatore della mostra insieme al direttore del Museo, Andrea Beltrami. Una mostra interessante e originale, sia nella scelta dei pezzi esposti sia nelle tematiche trattate, che restituisce uno spaccato dell’opera assistenziale in città e di alcune dinamiche di applicazione della giustizia.

Le mostre sono visitabili al Museo diocesano (chiesa di Sant’Ignazio, corso Fanti 44, a Carpi) nei seguenti orari: venerdì 23, sabato 24 e domenica 25 settembre dalle 9.30 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00.

 

Mostra “Una Confraternita per i giustiziandi” – Foto di Kristina Bychkova

 

 

Diocesi. Cordoglio per la morte di don Benito Poltronieri
Il cordoglio della Chiesa di Carpi per la morte di don Benito Poltronieri, già parroco per 46 anni di Cortile di Carpi. Aveva 97 anni, il decesso nella notte nella sua abitazione di Mirandola. Le esequie saranno presiedute dal vescovo Castellucci giovedì 26 febbraio, alle 10, nel Duomo di Mirandola
di Luigi 
Pubblicato il 23 Febbraio, 2026
Il cordoglio della Chiesa di Carpi per la morte di don Benito Poltronieri, già parroco per 46 anni di Cortile di Carpi. Aveva 97 anni, il decesso nell...
Ucraina, un ghiaccio quotidiano
Le catene ai piedi per camminare e il frigorifero che scalda la casa. Una giornata normale nell’Ucraina in guerra
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 23 Febbraio, 2026
Le catene ai piedi per camminare e il frigorifero che scalda la casa. Una giornata normale nell’Ucraina in guerra