Mons.
Chiesa
Pubblicato il Settembre 30, 2022

Mons. Castellucci ha concluso la Via Lucis

Il Cammino sinodale trova il suo paradigma nella celebrazione eucaristica.

 

La Chiesa non è “un popolo ritagliato a parte, un popolo già arrivato alla meta, un popolo seduto in attesa della conversione del resto del mondo, ma un popolo che cammina”. Mons. Erio Castellucci, vicepresidente della Cei, ha concluso con questa immagine uno dei momenti più intensi del Congresso eucaristico nazionale, venerdì 23 settembre: la Via Lucis che ha portato il “popolo” degli 800 delegati e 80 vescovi, in rappresentanza di tutta la Chiesa italiana, in cammino dalla Madonna de Idris – una delle 150 chiese rupestri che nell’arco di 150 chilometri si estendono lungo il territorio materano – fino alla piazza di San Pietro Caveoso, luogo scelto anche da molti set cinematografici per ambientare episodi legati alla vita di Gesù. “La Chiesa nasce itinerante”, ha ricordato Castellucci: “Il Cammino sinodale trova il suo paradigma nella celebrazione eucaristica”, e il pane eucaristico è “un pane che la Chiesa, resa a sua volta Corpo dall’Eucaristia, deve spezzare con tutti – specialmente con i troppi Lazzaro esclusi dalle mense dei ricchi, se vuole essere fedele alla chiamata del suo Signore”.

Il vescovo Erio, presidente del comitato nazionale del Cammino sinodale

Come anticipato sull’edizione on line di Notizie, giovedì 22 settembre è stato divulgato il messaggio a conclusione dei lavori del Consiglio Episcopale Permanente che si sono svolti a Matera, sede del Congresso eucaristico nazionale, oltre alla sintesi dei temi affrontati dai Vescovi. Il comunicato riporta anche alcune nomine tra le quali quella che riguarda il nostro vescovo Erio chiamato a presiedere il Comitato nazionale del Cammino sinodale.

Al vescovo Erio giunga il sostegno nella preghiera di tutta la comunità diocesana per questo nuovo impegnativo servizio alla Chiesa italiana come guida del Cammino sinodale.

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