Noi
Attualità, Il Settimanale
Pubblicato il Ottobre 12, 2022

Noi ci siamo: la comunità fa rete

Il progetto di accoglienza di una famiglia ucraina, frutto della collaborazione tra Amministrazione, Caritas diocesana e cooperativa sociale il Mantello.

di Maria Silvia Cabri

 

Nadia e Volodimir hanno percorso dieci mila chilometri in macchina per fuggire dalla loro terra, l’Ucraina, e mettersi in salvo in Italia. Sono partiti ad aprile con i loro tre figli maschi, hanno attraversato tutta l’Europa, dormendo sempre in macchina. Sono scappati dalla guerra e ora hanno trovato un alloggio confortevole e sicuro e una rete di persone che li ha accolti e li accompagna in questo percorso. Dallo scorso agosto la famiglia ucraina alloggia a Fossoli, in quella che è la sede del circolo “La Fontana” (presso le ex-scuole della frazione), grazie ad un progetto di accoglienza condiviso dall’Amministrazione e dal terzo settore.

Continua a leggere oppure abbonati qui.

Patrono 2026, radici francescane
Editoriale
Dall’economia civile alle varie espressioni artistiche c’è tanto di San Francesco ad ispirare la festa del Patrono 2026
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 13 Maggio, 2026
Dall’economia civile alle varie espressioni artistiche c’è tanto di San Francesco ad ispirare la festa del Patrono 2026
Conferimento del lettorato e dell’accolitato a cinque laiche della Chiesa di Carpi
Sabato 16 maggio, alle 18, nel Duomo di Modena, il vescovo Erio Castellucci conferirà i ministeri del lettorato e dell’accolitato a diciassette laici e laiche. Fra di loro cinque donne della Chiesa di Carpi. Le loro testimonianze
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 13 Maggio, 2026
Sabato 16 maggio, alle 18, nel Duomo di Modena, il vescovo Erio Castellucci conferirà i ministeri del lettorato e dell’accolitato a diciassette laici ...
“Preferirei essere chiamato per nome”: presentato il volume che raccoglie dieci anni di lettere e riflessioni di monsignor Castellucci
A dieci anni dal suo arrivo come arcivescovo di Modena-Nonantola, don Erio ha lasciato un segno profondo nella comunità diocesana, distinguendosi per profondità teologica, umiltà, vicinanza e dedizione pastorale, e sull’esempio dei padri della Chiesa ha saputo far dialogare sapere teologico e ministero apostolico.
di Daniele 
Pubblicato il 13 Maggio, 2026
A dieci anni dal suo arrivo come arcivescovo di Modena-Nonantola, don Erio ha lasciato un segno profondo nella comunità diocesana, distinguendosi per ...