Un
Chiesa
Pubblicato il Ottobre 23, 2022

Un gradito incontro

L’incontro del vescovo Erio Castellucci con i sacerdoti che hanno superato i 65 anni.

 

Il 28 settembre il vescovo Erio ha incontrato nel seminario di Carpi i venti preti che hanno superato i 65 anni. E’ un fatto inusuale. Mentre da tanti anni i vescovi riuniscono abitualmente i preti giovani, la stessa cosa è rimasta sospesa da venti anni per gli anziani. Anche per questo l’occasione è stata desiderata, preziosa e utile per il futuro.

Questi gli invitati: don Vico Allegretti, don William Ballerini, don Rino Barbieri, don Alberto Bigarelli, don Luca Bigarelli, don Rino Bottecchi, don Callisto Cazzuoli, don Gianfranco Degoli, don Luciano Ferrari, don Mario Ganzerla, don Carlo Gasperi, don Carlo Malavasi, don Ermenegildo Manicardi, don Aleardo Mantovani, don Marino Mazzoli, don Benito Poltronieri, don Antonio Spinardi, don Franco Tonini, don Ivano Zanoni, don Gianni Zini. Eravamo presenti in dodici. Ben dieci dei partecipanti si sono aperti largamente sui propri ricordi, sentimenti e desideri.

Alcuni hanno ricordato lo sgradevole modo di congedo dal precedente incarico di parroco. Anche il conferimento di nuovi compiti in proporzione delle forze ridotte va curato con attenzione, perché nessun prete anziano si sente in pensione. Purtroppo non sempre è stato così. Da parte dei “veterani”, sia parroci che non, è stata dichiarata una positiva disponibilità al dialogo con il vescovo. Non ci può essere nessuna rottamazione, ma un servizio adeguato alle risorse personali spendibili.

Per chi lascia una canonica non è facile trovare un alloggio appropriato. Per questo è stato unanime l’apprezzamento della Casa del clero, fondata nel seminario da monsignor Bassano Staffi eri nel 1993. Ora accoglie solo cinque ospiti preti più un laico, perché diversi locali sono tuttora inagibili a causa del terremoto. E’ affidata alla direzione di don Riccardo Paltrinieri e a uno staff di due infermiere e quattro operatrici. Qui è possibile anche una cura della vita spirituale nel dialogo e nelle celebrazioni comunitarie, campi nei quali si propone anche un miglioramento.

Anche per il vescovo Erio questo è stato il primo gradito incontro con il ceto specifi co dei preti vecchi. Ci ha ascoltato con attenzione e ha dichiarato che non intende insistere per le dimissioni da parroco o incarico similare, come è “consigliato” dal diritto canonico al compimento dei 75 anni. Ha assicurato che in seguito si parlerà della relazione della Casa del clero di Carpi con quella di Modena.

L’incontro ha confermato che un punto caratteristico per il prete anziano è la disposizione postconciliare che chiede ai vescovi, parroci ed equiparati di presentare le dimissioni dall’incarico – non dal ministero sacerdotale – al compimento dei 75 anni. In occasione delle dimissioni la diocesi è tenuta a offrire un alloggio e il necessario per vivere, ma certamente per il presbitero comincia una fase di minore sicurezza sotto tanti aspetti sia fisici che spirituali. Pertanto è un’età della vita che va preparata e poi sostenuta. Il pranzo comunitario ha chiuso l’incontro fraterno con l’augurio di rivederci ancora tra noi e con il vescovo.

Don Carlo Truzzi

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