La
Chiesa, Il Settimanale
Pubblicato il Ottobre 26, 2022

La strada verso Dio e i cuori altrui

Il professor Wael Farouq affronta il “senso religioso” di don Giussani. “Il dialogo interreligioso è un’opportunità”.

 

di Wael Farouq

Wael Farouq, docente di lingua e letteratura araba all’Università Cattolica di Milano ed esponente di rilievo della cultura egiziana, è stato protagonista, con Emilia Guarnieri, cofondatrice e per molti anni presidente del Meeting di Rimini, dell’incontro-testimonianza del 23 ottobre all’Auditorium San Rocco. L’iniziativa, “Il senso religioso: lo spazio di un incontro”, rientrava negli eventi promossi dall’Associazione “Gli Argonauti” e Comunione e Liberazione di Carpi per ricordare il centenario della nascita di monsignor Luigi Giussani.

La libertà e il senso religioso

“Giussani non è né un intellettuale né un pensatore unico nel suo genere, e nemmeno un leader spirituale che guida cuori e menti. Giussani è uno di quei rari casi nei quali la persona si fa evento e l’evento persona, uno di quei casi nei quali le risposte si trasformano in domande e le domande si trasformano in un percorso di stupore che apre un nuovo orizzonte di libertà. La libertà che Giussani ci propone è l’unica garanzia affinché l’amore e la fede non abbiano confini. Senza libertà, l’amore e la fede non sono nient’altro che ideologia. Le motivazioni e gli scopi dell’ideologia non sono malvagi, al contrario; tuttavia, essa è una prigione per i sentimenti, i desideri e le speranze nobili, perché senza libertà non è in grado di comunicare con la realtà e di aprirsi alle persone e agli eventi che ne fanno parte. Per tale ragione, l’ideologia non conosce nient’altro che il potere e ambisce a questo, perché solo così può dominare la realtà”.

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