Dal
Attualità, Il Settimanale
Pubblicato il Ottobre 27, 2022

Dal passato al futuro

Centinaia di studenti e docenti, ex e attuali, hanno festeggiato i 130 anni della scuola Sacro Cuore. E già si pensa al domani.

 

di Claudio Cavazzuti

Alle 17 in punto, le centinaia di persone presenti domenica 23 scorso all’oratorio Eden hanno cantato l’inno della scuola Sacro Cuore. Dopo un brindisi e gli auguri, è stata servita una torta che, al posto delle candeline (che sarebbero state un po’ troppe…), recava il logo scelto per festeggiare i 130 anni dell’Istituto.

Questo è stato il momento culminante di una festa molto colorata, con tante magliette della scuola indossate, con uno scambio continuo di tante generazioni. Dai nonni e dai più anziani, che hanno affollato la palestra dell’Istituto per osservare le foto che ne ripercorrevano la storia, ai più piccolini che invece erano comprensibilmente più attratti dai palloncini con cui giocare sul campetto interno e dalle cibarie preparate e servite da un gruppo di ex mamme, che hanno testimoniato un attaccamento non scontato e veramente prezioso alla scuola.

È stato bello e divertente questo scambio generazionale, interessante confrontarsi con aneddoti più o meno recenti, o assistere alla discussione tra docenti di varie annate su scelte e metodologie didattiche, che ora potrebbero apparire anacronistiche, ma che sono risultate efficaci al loro tempo, quando ad esempio in una stessa classe c’erano più di 50 bambini. E in tanti si sono riconosciuti nelle foto esposte e nei video proiettati.

L’atmosfera poi è stata arricchita dalle note e dall’entusiasmo di Giuseppe Bellodi e i Kolf, che per tutta la festa hanno accettato di esserne la colonna sonora, con canzoni dal significato profondo e dalle melodie gradevoli. Se un primo bilancio di questa iniziativa si può fare, il risultato è questo: in tanti ancora vogliono bene al Sacro Cuore, gli sono legati e affezionati e anche riconoscenti. È un patrimonio da custodire e una bella responsabilità. Sapere che possiamo farlo insieme, come comunità educante che ha il sostegno di tante generazioni che in un modo o nell’altro si sono sentite coinvolte, è molto bello e consolante.

La mostra, che sarà allestita anche in Sala Duomo, il 19 e 20 novembre prossimo, è stata l’occasione per riflettere su chi eravamo e, quindi, su chi siamo. Ora, come scuola, vorremmo orientarci al futuro, ai secondi 130 anni di storia. Per questo, la commissione che sta organizzando gli eventi legati a questo importante anniversario, e che vorrei sentitamente ringraziare, ha pensato a due eventi, che hanno la finalità di riflettere su cosa significhi fare scuola nella nostra attualità e nel prossimo futuro.

La prima serata si intitola proprio “La Scuola del Futuro”: il relatore sarà Eraldo Affinati, scrittore, autore di libri sul mondo della scuola e fondatore delle scuole Penny Wirton, interrogato dai ragazzi di I media, che stanno leggendo il suo libro dedicato alla scuola di Barbiana. L’appuntamento è per il 21 novembre prossimo alle 21, presso il cinema Corso ed è aperto a tutta la cittadinanza. Perché la scuola è un investimento sul nostro futuro e riguarda tutti.

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