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Fism, risolvere il problema della mancanza di insegnanti

Intervento dell’avvocato Stefano Giordano, direttore della testata edita dalla Fism “Prima i bambini”, sul problema della mancanza di insegnanti particolarmente avvertita nelle scuole dell’infanzia paritarie. “Subito convenzioni con tutti i sistemi universitari” il suo richiamo

Fism, risolvere il problema della mancanza di insegnanti

Avvocato Stefano Giordano

 

Più che un editoriale è e vuole essere “un atto di accusa”. Lo firma sul nuovo numero di “Prima i Bambini”, l’avvocato Stefano Giordano, neodirettore della testata edita dalla Fism, la Federazione Italiana Scuole Materne, espressione di circa novemila realtà educative frequentate da mezzo milione di bambine e bambini e dove lavorano oltre quarantamila persone, soprattutto insegnanti. Giordano, già presidente nazionale della federazione ed oggi responsabile nazionale per le questioni giuridiche, constatato ciò che è avvenuto ancora una volta nelle ultime settimane, punta il dito nel suo testo su un sistema “che non immette nel circuito il giusto numero di educatrici ed insegnanti di cui i bambini e le bambine di questo paese necessitano per diventare domani adulti migliori”.

Perché questo fatto è maggiormente avvertito – fra l’altro – dalle paritarie dell’infanzia? A questa domanda risponde lo stesso Giordano rinviando pure a diversi approfondimenti sullo stesso numero di “Prima i Bambini”. Ce n’è per tutti: specie per Il sistema universitario statale che ha recepito i calcoli di contingentamento del Ministero in termini supini e autoreferenziali, senza dimenticare il calo di investimenti in capitale umano nelle materie pedagogiche o i lacci e laccioli sull’equipollenza dei titoli di studio delle università pontificie.

Ma se è evidente la crisi profonda che attanaglia il reclutamento del personale specie presso le paritarie dell’infanzia “quello che sconcerta è il silenzio dei massimi responsabili del sistema, quasi a far pensare che lo sconvolgimento sia utile ad un disegno degno del peggiore cupio dissolvi”, afferma Giordano. Che però aggiunge: “Ma noi non ci stiamo. Non rimarremo ulteriormente fermi ad attendere lo scempio di una sussidiarietà educativa che per più di un secolo ha trasformato la nostra società senza attendere che ci pensasse lo Stato. L’educazione e l’istruzione non hanno bisogno del permesso dello Stato per diventare funzione pubblica al servizio dei più piccoli e senza finalità di lucro. Il nostro sistema paritario ha nel Dna la resilienza e la capacità di riprendersi proprio da dove ci si era persi presi da mille difficoltà acuite prima dalla pandemia, poi ancora dalla guerra nel cuore d’Europa ed infine dalla conseguente crisi energetica”.

Infine la proposta concreta di un “convenzionamento con il sistema universitario statale ma anche con quello pubblico ma offerto da soggetti privati, con quello pontificio munito della sua grande tradizione di studi pedagogici e con quello unionale. Una proposta culturale ed un progetto di missione educativa che metta a sistema la forza di migliaia di scuole che hanno voglia di mettersi in gioco per rilanciare la sfida educativa”. Nel numero in uscita di “Prima i Bambini” intervengono sugli stessi temi con approcci differenti gli esperti, Mario Falanga, Giovanni Battista Sertori, Vanna Iori, Bruno Forte ed altri.

 

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