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Speciale “La Finestra” periodico della parrocchia di Mirandola

Su Notizie di questa settimana esce “La Finestra” periodico della parrocchia di Mirandola. Dagli auguri di Natale del vicario parrocchiale, don Arnaud, all’ordinazione sacerdotale di don Francesco e al saluto di don Emiddio, dalle attività delle commissioni pastorali e delle aggregazioni laicali alle testimonianze di due famiglie

Speciale “La Finestra” periodico della parrocchia di Mirandola

 

Su Notizie di questa settimana esce “La Finestra” periodico della parrocchia di Mirandola. Dagli auguri di Natale del vicario parrocchiale, don Arnaud, all’ordinazione sacerdotale di don Francesco e al saluto di don Emiddio, dalle attività delle commissioni pastorali e delle aggregazioni laicali alle testimonianze di due famiglie.

 

Accogliamo il principe della Pace

Il vicario parrocchiale, don Arnaud Giegue, ci invita ad aprire il cuore al “piccolo” posto nella mangiatoia

 

Gloria nel Bambino, Pace nell’uomo.

Gloria e Pace sono il binomio contenuto nel canto di allegria intonato dagli angeli quando nella notte di Natale appaiono ai pastori per annunciare loro la nascita del Salvatore, Cristo Signore. Il ritornello “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra Pace agli uomini che egli ama”, contiene il senso profondo del Natale. L’incarnazione del figlio di Dio attraverso la nascita di un bambino è la manifestazione della gloria di Dio e il dono della pace a tutti gli uomini.

Dio si glorifica nella piccolezza e non nella grandezza, nell’abbassamento e non nell’innalzamento (eccetto il caso dell’innalzamento sulla croce). Il motivo di questo è che Dio ama infinitamente l’uomo mentre l’uomo di per sé è piccolo. L’uomo senza Dio è piccolo e fragile. Purtroppo questa consapevolezza emerge chiaramente in noi solo in situazioni di disagio e di grande prova come lo è stata ad esempio la recente pandemia del Coronavirus. Quindi per raggiungere l’uomo e rendersi accessibile a lui, Dio sceglie liberamente e per amore di abbassarsi nella realtà del bambino di Betlemme. Ecco dunque la gloria! Dio non si risparmia nessuna scomodità per raggiungere l’uomo e rendersi accessibile a lui.

Questa è Gloria perché Dio dona all’uomo la possibilità di ricambiare l’unica cosa che Egli aspetta da noi: l’amore. Giustamente, un bambino non aspetta altro. Nel bambino Dio si rende vulnerabile, correndo tutti i rischi che corrono le persone povere e vulnerabili di ogni tempo. Lo scopo è perché ci ama e si mette nella situazione di ricevere amore anche da parte nostra. Dunque la gloria di Dio risplende sia nel suo venire a noi nei panni di un bambino sia negli atteggiamenti con cui ricambiamo a Dio il suo amore. (…)

Don Arnaud

 

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