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Il dono tra diritto e dovere

Riproponiamo la seconda parte del messaggio di auguri di Natale del vescovo Castellucci, meditando sul dono quando assume la logica di dovere.

Il dono tra diritto e dovere

 

«Nella tradizione cristiana è soprattutto la Festa del Natale a rammentarci la dimensione del “dono”, perché quel piccolo Gesù che nasce non è un “dovere” da parte di Dio e nemmeno un “diritto” da parte degli uomini; è semplicemente un regalo, di cui seppero stupirsi i poveri e gli umili, perché i ricchi e i potenti avevano altro a cui pensare. Il Natale è “una festa a sorpresa”, che ci mette davanti agli occhi il valore del dono. Per questo nell’orbita del Natale ruotano tante occasioni per fare e ricevere regali: il 25 dicembre li porta Gesù bambino, a Capodanno sono beneaugurali, il 6 gennaio li porta la Befana… da alcune parti i doni natalizi vengono quasi anticipati già nella festa di San Nicola o in quella di Santa Lucia. Il Natale, insomma, continua ad esercitare una grande magia: l’incanto del dono. Sarebbe un vero peccato vivere anche questo periodo come un intreccio di diritti-doveri. Può capitare, quando il regalo diventa quasi un obbligo, perdendo il suo carattere simbolico e trasformandosi in un semplice “contraccambio” di pari valore: in questo caso, entra nella dinamica diritto-dovere e, addirittura, diventa una voce di bilancio, di dare-avere».

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