Gli organoidi
Etica della vita, Rubriche

Pubblicato il

22 Febbraio 2023

Gli organoidi

Etica della vita, una rubrica di Gabriele Semprebon.

 

In questi giorni mi hanno posto un quesito etico sulla questione degli organoidi e le implicazioni bioetiche connesse. Ne approfitto, quindi, per scrivere qualcosa sull’argomento, forse sconosciuto ai più ma di grande interesse bioetico e in crescente sviluppo scientifico. L’organoide è un cluster (ammasso) di cellule, che si organizzano spazialmente, coltivate in vitro. La ricerca che ha portato questi risultati inizia nei primi anni del ‘900 e ad oggi si possono generare organoidi da cellule staminali umane di retina (anno 2012), da visceri umani e da staminali cerebrali (2013/2014). Questo tipo di realizzazione, dal punto di vista biologico, ha dei punti di forza: in alcuni casi la facilità di realizzazione, la possibilità di crioconservazione, la stabilità genica. Parimenti ha anche dei punti di debolezza come la comparsa di tessuto necrotico e ipossico, alta mortalità cellulare etc.

L’uso che se ne può fare è molteplice: per la pura ricerca o per la ricerca finalizzata, per lo studio dei farmaci, per la costruzione di modelli patologici umani attraverso i quali fare studi senza l’utilizzo di persone, per lo studio dei tumori, per studi di medicina personalizzata e rigenerativa, per sviluppare modelli dove applicare l’ingegneria genetica ottenendo, non solo modelli di studio, ma, anche la correzione di mutazioni genetiche responsabili di malattie gravi ed ereditarie. Dal punto di vista etico tutto questo non è esente da perplessità, tanto per fare un esempio, fondamentale è la provenienza delle cellule staminali: se utilizzate quelle adulte, iPSCs, ingegnerizzate per diventare pluripotenti (in grado di formare tutti i tipi di cellule del corpo), queste non sollevano problemi etici, diversamente da quelle estratte dall’embrione.

Senza ombra di dubbio questo modo di fare ricerca e di cura ha enormi vantaggi e fin d’ora è già iniziata una proficua collaborazione tra bioeticisti e scienziati per definire i termini della liceità della sperimentazione e applicazione in vivo. In questi casi il principio di precauzione deve essere sempre invocato ma nemmeno tacciare come demoniaco un progresso scientifico che può essere applicato a favore dell’uomo. Concludendo, possiamo affermare che questo tipo di risorsa è da accogliere positivamente, attenzionando in ogni momento l’evolversi della ricerca per coniugare sempre scienza ed etica nel cammino verso il vero bene dell’uomo.

Stress, eustress e adattamento nei percorsi di cura: seminario della Psicologia dell’AOU di Modena
Professionisti sanitari e psicologi si sono confrontati su strumenti e strategie per comprendere e gestire lo stress, valorizzando le risorse individuali e la capacità di adattamento
di Silvia Cabri 

Pubblicato il

13 Ottobre 2026
Professionisti sanitari e psicologi si sono confrontati su strumenti e strategie per comprendere e gestire lo stress, valorizzando le risorse individu...
San Francesco e il saluto alle virtù
La conclusione pone in risalto la sconfitta di Satana e la centralità dell’Obbedienza, concedendole uno spazio assai maggiore rispetto alle altre
di Giacomo Sforzi 

Pubblicato il

13 Ottobre 2026
La conclusione pone in risalto la sconfitta di Satana e la centralità dell’Obbedienza, concedendole uno spazio assai maggiore rispetto alle altre
Cantina Santa Croce, tra storia e innovazione
Dal fotovoltaico al nuovo punto vendita: Rossetto verso i 120 anni della Cantina Santa Croce “nel segno della continuità”
di Giacomo Sforzi 

Pubblicato il

11 Ottobre 2026
Dal fotovoltaico al nuovo punto vendita: Rossetto verso i 120 anni della Cantina Santa Croce “nel segno della continuità”