La
Etica della vita
Pubblicato il Aprile 19, 2023

La “capacità” in ambito civile

Etica della vita, una rubrica di Gabriele Semprebon.

 

In diverse questioni della vita, dove la bioetica viene chiamata in causa, anche il diritto si interseca a pieno titolo nel percorso della formulazione di una indicazione di orientamento per risolvere un caso clinico: bioetica e diritto devono essere presi entrambi in considerazione. Ambito in cui i due saperi si interfacciano è, per esempio, quello delle “capacità” in ambito civile. Quando si parla di capacità si intende la capacità giuridica (articolo 1 c.c.) e la capacità di agire (art. 2 c.c.). La prima si acquisisce al momento della nascita, infatti, tutti gli esseri umani che sono nati e sono vivi sono titolari di diritti e obblighi e, si perde, con la morte della persona. La capacità di agire è concessa a coloro che hanno raggiunto con l’età le facoltà intellettive e volitive idonee alla gestione di sé stessi e dei propri interessi. Questa capacità rende idonea la persona di disporre dei propri diritti e di compiere atti ed azioni valide con valore giuridico. In generale, un soggetto minorenne, pur possedendo la capacità giuridica ed essendo pertanto idoneo alla titolarità di un diritto, non può disporne ai sensi di legge, bensì, ne dispone il genitore o il tutore finché il minore non abbia raggiunto la maggiore età.

Esistono, però, particolari circostanze in cui un soggetto può acquisire capacità di esercitare diritti e compiere atti giuridici prima del compimento della maggiore età, attraverso la cosiddetta emancipazione: ad esempio la possibilità di volersi vaccinare o di voler prodi cedere all’interruzione volontaria di gravidanza. Anche la capacità di agire, una volta acquisita, si mantiene fino alla morte a meno che non intervengano patologie di carattere neurologico o psichiatrico che vanno a limitare o ad abolire totalmente la capacità di agire; in questo caso il soggetto diventa una persona talmente fragile da dover essere tutelata con diversi istituti come l’interdizione giudiziale, l’inabilitazione e l’amministrazione di sostegno. Questi tre istituti giuridici aboliscono, riducono e limitano la capacità di agire. Si comprende, quindi, come in ambito bioetico queste capacità dell’uomo, riconosciute e declinate dal diritto, siano da tener conto quando si fa una analisi bioetica riguardante i problemi della salute e dell’esistenza umana, soprattutto nel fine vita, riguardo a persone con malattie psichiatriche e nell’interruzione volontaria di gravidanza.

La dottoressa Ragazzoni interviene sul futuro della Radioterapia di Carpi
Leggo con attenzione il dibattito sul destino della Radioterapia a Carpi. Ne sono profondamente coinvolta in quanto (per motivi facilmente immaginabili) sono stata recentemente curata all’interno della Breast Unit di Carpi (Unità di cura del tumore alla mammella). Tutto il servizio è un’eccellenza certificata: l’equipe multidisciplinare diretta dalla dottoressa Katia Cagossi ha ricevuto l’attestato di qualità europea della società scientifica EUSOMA per sei anni consecutivi. Il team di auditori ha apprezzato la dedizione del personale nel creare un centro senologico di prima classe; tra gli aspetti particolarmente apprezzati sono stati: l’integrazione tra i professionisti coinvolti, il fondamentale supporto del personale infermieristico, la presa in carico totale di ogni paziente, l’attenzione particolare alla qualità della vita e il tasso di sopravvivenza a 5 anni del 93,5%. Vorrei aggiungere anche la totale sburocratizzazione del percorso diagnostico-terapeutico…non devi mai preoccuparti di prendere un appuntamento, tutto è gestito internamente anche tra professionisti di discipline diverse (psicologi, fisioterapisti, cardiologi, radiologi etc.). Abbiamo quindi un tesoro prezioso e all’interno della Breast Unit, l’unità di radioterapia è un’eccellenza nell’eccellenza. Ho apprezzato gli spazi moderni e luminosi, la ricchezza in opere d’arte, la cura dei particolari: musica in sottofondo, angolo biblioteca etc. Il personale medico e infermieristico è sempre discretamente presente, ti accompagna, ti informa, ascolta le tue richieste e ti viene incontro. La seduta di terapia dura pochi minuti ma accuratamente preparati in tutti i dettagli: è rispettosa della riservatezza del paziente, ha strumentazioni all’avanguardia e operatori sempre sorridenti. Tutto ciò non è casuale: è frutto di una COMUNITA’ che lo ha voluto, sostenuto economicamente, gestito nel tempo e sempre continuamente rafforzato e rinnovato. Nel corridoio di accesso dal parcheggio (altra attenzione importante: si può accedere dal parcheggio dipendenti direttamente in reparto senza entrare in Ospedale) ci sono due manifesti. In essi sono elencati tutti i gruppi, aziende, associazioni, banche che lo hanno sostenuto nella realizzazione. Non possiamo permettere che vada perduto il frutto di chi ci ha preceduto, a partire dal dottor Carlo Carapezzi cui è intitolato il reparto). Carpi non lo merita. Annalena Ragazzoni medico di medicina generale e presidente Gafa Leggo con attenzione il dibattito sul destino della Radioterapia a Carpi. Ne sono profondamente coinvolta in quanto (per motivi facilmente immaginabili) sono stata recentemente curata all’interno della Breast Unit di Carpi (Unità di cura del tumore alla mammella). Tutto il servizio è un’eccellenza certificata: l’equipe multidisciplinare diretta dalla dottoressa Katia Cagossi ha ricevuto l’attestato di qualità europea della società scientifica EUSOMA per sei anni consecutivi. Il team di auditori ha apprezzato la dedizione del personale nel creare un centro senologico di prima classe; tra gli aspetti particolarmente apprezzati sono stati: l’integrazione tra i professionisti coinvolti, il fondamentale supporto del personale infermieristico, la presa in carico totale di ogni paziente, l’attenzione particolare alla qualità della vita e il tasso di sopravvivenza a 5 anni del 93,5%. Vorrei aggiungere anche la totale sburocratizzazione del percorso diagnostico-terapeutico…non devi mai preoccuparti di prendere un appuntamento, tutto è gestito internamente anche tra professionisti di discipline diverse (psicologi, fisioterapisti, cardiologi, radiologi etc.). Abbiamo quindi un tesoro prezioso e all’interno della Breast Unit, l’unità di radioterapia è un’eccellenza nell’eccellenza. Ho apprezzato gli spazi moderni e luminosi, la ricchezza in opere d’arte, la cura dei particolari: musica in sottofondo, angolo biblioteca etc. Il personale medico e infermieristico è sempre discretamente presente, ti accompagna, ti informa, ascolta le tue richieste e ti viene incontro. La seduta di terapia dura pochi minuti ma accuratamente preparati in tutti i dettagli: è rispettosa della riservatezza del paziente, ha strumentazioni all’avanguardia e operatori sempre sorridenti. Tutto ciò non è casuale: è frutto di una COMUNITA’ che lo ha voluto, sostenuto economicamente, gestito nel tempo e sempre continuamente rafforzato e rinnovato. Nel corridoio di accesso dal parcheggio (altra attenzione importante: si può accedere dal parcheggio dipendenti direttamente in reparto senza entrare in Ospedale) ci sono due manifesti. 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