“Piccola
Attualità
Pubblicato il Aprile 27, 2023

“Piccola ma forte”: da 130 anni dalla parte dei clienti

La Banca San Felice 1893 festeggia l’importante l’anniversario. Il direttore commerciale Mazzoli: “Radicamento al territorio e tradizione”.

di Maria Silvia Cabri

 

“La vostra banca ‘ piccola’ ma forte”: questo il motto scelto dalla Banca San Felice 1893 in onore del suo fondatore, Emilio Tosatti. Il 19 febbraio 1893 Tosatti ha, infatti, dato vita alla Banca Popolare di San Felice Sul Panaro, con fini strettamente sociali proprio per andare incontro ai bisogni della gente e per muovere guerra alla piaga dell’usura. E, appunto, nei suoi intenti, vi era quello di ideare una banca “piccola, ma forte” e autonoma. Un senso di radicamento con il territorio e di vicinanza alle persone che con orgoglio è stato portato avanti in questi 130 anni, come spiega il dottor Federico Mazzoli, direttore commerciale, dalla sede principale, al civico 23 di piazza Matteotti, a San Felice sul Panaro.

130 anni: traguardo importante

“Questo è un anno simbolico per noi, in quanto festeggiamo i 130 anni e siamo 130 colleghi. Oltre mezzo secolo è un traguardo importante perché testimonia la longevità della nostra attività e conferma la capacità di fare banca e rimanere su un territorio al pari di competitor anche più importanti”. “A livello di dati – prosegue Mazzoli – abbiamo di recente approvato il Bilancio di esercizio 2022 nell’ambito dell’assemblea dei soci, registrando per il secondo anno consecutivo un utile. Nello specifico, dal punto di vista della redditività, la banca, nel solco del bilancio precedente, ha chiuso con un utile pari a 2,4 milioni di euro, in crescita del 16,1% rispetto 2021, e ci proponiamo anche per il 2023 un sempre maggiore impegno per consolidare e aumentare questo risultato positivo”.

Banca “tradizionale”

“Siamo attivi in quattro province, Modena, Bologna, Mantova e Reggio Emilia, con 16 sportelli e con una struttura sia corporate che private. Siamo una banca autonoma, indipendente, una Banca Popolare, una cooperativa per azioni, in cui i soci votano ancora con il voto capitale, quindi ‘una testa un voto’. Per noi è molto importante la natura di banca ‘tradizionale’, è il nostro core business, nel senso che raccogliamo dai risparmiatori e prestiamo denaro a chi vuole intraprendere attività imprenditoriali oppure acquistare la prima casa od ottenere finanziamenti per realizzare dei progetti patrimoniali e di vita. Allo stesso tempo, garantiamo un’opera di consulenza finanziaria ai nostri clienti per tutti quelli che sono gli aspetti economici. Questo è il nostro stile, che fa appunto della prossimità e della vicinanza il modello di business”.

Radicamento con il territorio

“Un altro motivo di vanto – commenta il direttore commerciale – è il rapporto diretto con i clienti. Anche durante la pandemia non abbiamo mai chiuso, continuando a ricevere gli utenti. Chi chiama la nostra banca può conoscere ‘di faccia’ tutti i dipendenti: facciamo della vicinanza e della disponibilità verso la clientela il nostro fattore distintivo e anche un vantaggio competitivo. Il radicamento col territorio era importante ai tempi del fondatore, Emilio Tosatti, ed è un valore che continuiamo a portare avanti. Anzi, cerchiamo di trasmettere ai colleghi lo spirito del fondatore, vorremmo che ogni giorno tutti i nostri dipendenti si sentissero un po’ pervasi da questa energia che aveva Tosatti: nostro compito oggi è quello di rendere onore con il lavoro al suo impegno e sentici un pochettino dei fondatori anche noi”.

“Banca piccola ma forte” “Questo è il claim dalla fondazione del 1893: una ‘piccola’ banca ma si spera sempre più ‘forte’ e stabile. Ha attraversato momenti di difficoltà e criticità come tutte le imprese, ma per la sua dimensione e cultura organizzativa può essere un punto di riferimento a livello di vicinanza nei momenti importanti di programmazione patrimoniale finanziaria di tutti i suoi clienti. Il piccolo risparmiatore come l’imprenditore possono avere un contatto diretto con la direzione generale per programmare e costruire quello che è il supporto finanziario”.

Anniversario da festeggiare

“Per festeggiare i 130 anni stiamo ragionando su una serie d’iniziative legate al Comune di San Felice e anche su eventi ad hoc. Siamo da sempre vicini al prodotto tipico della zona, il salame di San Felice: anzi, all’interno della banca c’è il ‘caveau del salame di San Felice’, che abbiamo risistemato di recente e dove saranno organizzate varie iniziative. Alla fine del 2022 c’è stata la presentazione del film ‘Il grande giorno’ di Aldo Giovanni e Giacomo con cui la banca ha una storica collaborazione: ogni anno ragioniamo su qualche evento particolare da proporre a nostri soci e clienti del territorio”.

Archivio storico

Nel sottotetto del palazzo sono stati ricavati due locali adibiti alla conservazione dell’archivio storico della banca. “In fase di ricostruzione post terremoto – racconta Mazzoli – il restauro della sede storica ci ha permesso di ritrovare tutta la documentazione contabile, libri di lavoro e amministrativi, dei primi del Novecento e di fine Ottocento. Per valorizzare il materiale e come tributo al lavoro dei dipendenti e colleghi che si sono avvicendati nei 130 anni di storia, è stato realizzato questo spazio in cui è conservata la vera testimonianza dell’Homo Faber, l’uomo che ha lavorato e che ci ha permesso di essere qui a continuare la nostra attività quotidiana. È una testimonianza storica in quanto noi crediamo che la storia di un’azienda all’interno di un territorio rappresenti anche la storia di quel territorio.

Ci sono tanti elementi storici, come i diagrammi che raccontano i primi 12 anni, poi emerge la capacità di saper scrivere e bella calligrafia, le locandine e i manifesti, come quello di inizio del Novecento con i caratteri font del Far West, quello originale dell’epoca, e anche questo è un tributo alla nostra storia. Gli espositori sono stati creati usando i tubi e le assi da Cassero da cantiere e anche in questa scelta c’è un forte legame con l’ambito operativo di lavoro. Questo spazio non è un museo, ma un luogo che ci permette di ricordare da dove veniamo, dove vogliamo andare. Lo apriamo al pubblico, ai soci, ai dipendenti, ai clienti; stiamo anche ragionando su un progetto con l’Università di Bologna per trovare un laureando che voglia fare una tesi di laurea al riguardo, per valorizzazione questa documentazione storica.

 

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