Figli,
Chiesa
Pubblicato il Maggio 19, 2023

Figli, speranza di un popolo

Papa Francesco è intervenuto agli Stati generali della natalità. Un monito alla politica ma anche l’invito ai giovani ad alzare l’asticella dei desideri

di M. Michela Nicolais

 

Il tema della natalità è “centrale per tutti, soprattutto per il futuro dell’Italia e dell’Europa”. Intervenendo alla terza edizione degli Stati Generali della Natalità (11 – 12 maggio), Papa Francesco ha lanciato forti e chiari richiami alla politica, a partire dalla necessità di non contrapporre la natalità all’accoglienza, che “sono due facce della stessa medaglia”. “La nascita dei figli è l’indicatore principale per misurare la speranza di un popolo”, la tesi del Papa: “Se ne nascono pochi vuol dire che c’è poca speranza. E questo non ha solo ricadute dal punto di vista economico e sociale, ma mina la fiducia nell’avvenire”. Poi il riferimento alla situazione del nostro Paese: “Ho saputo che lo scorso anno l’Italia ha toccato il minimo storico di nascite: appena 393 mila nuovi nati. È un dato che rivela una grande preoccupazione per il domani”. “Metter su famiglia si sta trasformando in uno sforzo titanico”, la fotografi a di Francesco, secondo il quale “sentirsi soli e costretti a contare esclusivamente sulle proprie forze è pericoloso: vuol dire erodere lentamente il vivere comune e rassegnarsi a esistenze solitarie, in cui ciascuno deve fare da sé. Con la conseguenza che solo i più ricchi possono permettersi, grazie alle loro risorse, maggiore libertà nello scegliere che forma dare alle proprie vite”. “E questo è ingiusto, oltre che umiliante”, ha commentato il Papa. Senza contare la situazione delle donne, vittime di “una cultura poco amica, se non nemica, della famiglia”.

Le giovani donne

“Le più danneggiate – ha spiegato – sono proprio loro, giovani donne spesso costrette al bivio tra carriera e maternità, oppure schiacciate dal peso della cura per le proprie famiglie, soprattutto in presenza di anziani fragili e persone non autonome”. “In questo momento le donne sono schiave di questa regola del lavoro selettivo, che impedisce poi la maternità”, ha denunciato a braccio parlando dei “condizionamenti quasi insormontabili per le donne”. “Il mercato libero, senza gli indispensabili correttivi, diventa selvaggio e produce situazioni e disuguaglianze sempre più gravi”, il grido d’allarme di Francesco, che ha parlato di un “futuro incerto, tra guerre, pandemie, spostamenti di massa e crisi climatiche” e ha fatto notare come in questo contesto di incertezza e fragilità, le giovani generazioni sperimentano più di tutti una sensazione di precarietà, per cui il domani sembra una montagna impossibile da scalare. “Difficoltà a trovare un lavoro stabile, difficoltà a mantenerlo, case dal costo proibitivo, affitti alle stelle e salari insufficienti sono problemi reali”, l’analisi del Papa. “L’eroismo di tanti non può diventare una scusa per tutti”, ha osservato Francesco: sulla famiglia “occorrono politiche lungimiranti”, da mettere in cantiere “senza steccati ideologici e prese di posizioni preconcette”, se ci si vuole lasciare alle spalle questo “inverno demografico”. “Bisogna cambiare mentalità: la famiglia non è parte del problema, ma della sua soluzione”.

Una comunità felice

“Una comunità felice sviluppa naturalmente i desideri di generare e di integrare, mentre una società infelice si riduce a una somma di individui che cercano di difendere a tutti i costi quello che hanno”, ha spiegato il Papa. “Non possiamo accettare che la nostra società smetta di essere generativa e degeneri nella tristezza”, il monito: “Non possiamo accettare passivamente che tanti giovani fatichino a concretizzare il loro sogno familiare e siano costretti ad abbassare l’asticella del desiderio, accontentandosi di surrogati privati e mediocri: fare soldi, puntare alla carriera, viaggiare, custodire gelosamente il tempo libero”.

“Tutte cose buone e giuste quando rientrano in un progetto generativo, che dona vita attorno a sé e dopo di sé”, ha argomentato Francesco: “se invece rimangono solo aspirazioni individuali, inaridiscono nell’egoismo e portano a quella stanchezza interiore che anestetizza i grandi desideri e caratterizza la nostra società come società della stanchezza!”. “Ridiamo fiato ai desideri di felicità dei giovani!”, l’appello: “Ognuno di noi sperimenta qual è l’indice della propria felicità: quando ci sentiamo ripieni di qualcosa che genera speranza e riscalda l’animo, viene spontaneo farne partecipi gli altri. Al contrario, quando siamo tristi ci difendiamo, ci chiudiamo e percepiamo tutto come una minaccia”.

Una questione di speranza

Per il Papa, “la sfida della natalità è questione di speranza”, che “non è un vago sentimento positivo sull’avvenire, è una virtù concreta e ha a che fare con scelte concrete”. In questa prospettiva, “alimentare la speranza è un’azione sociale, intellettuale, artistica, politica nel senso più alto della parola; è mettere le proprie capacità e risorse al servizio del bene comune, è seminare futuro. La speranza genera cambiamento e migliora l’avvenire”.

“Ridare impulso alla natalità vuol dire riparare le forme di esclusione sociale che stanno colpendo i giovani e il loro futuro”, l’esortazione finale: “i figli non sono beni individuali, ma persone che contribuiscono alla crescita di tutti, apportando ricchezza umana e generazionale”. “Non rassegniamoci al grigiore e al pessimismo sterile”, l’appello: “Non crediamo che la storia sia già segnata, che non si possa fare nulla per invertire la tendenza. Perché è proprio nei deserti più aridi che Dio apre strade nuove. Cerchiamo insieme queste strade! La speranza, infatti, interpella a mettersi in moto per trovare soluzioni che diano forma a una società all’altezza del momento storico che stiamo vivendo, tempo di crisi attraversato da tante ingiustizie”. “A voi, che siete qui per trovare buone soluzioni, frutto della vostra professionalità e delle vostre competenze, vorrei dire: sentitevi chiamati al grande compito di rigenerare speranza, di avviare processi che diano slancio e vita all’Italia, all’Europa, al mondo”, l’augurio ai presenti.

“Tutto quello che resta di te”, anteprima al cinema Eden
Martedì 2 settembre, alle 21, al cinema Eden a Carpi, sarà proiettato in anteprima nazionale il film “Tutto quello che resta di te” di Cherien Dabis, che narra, attraverso gli occhi di tre generazioni, ottant’anni di storia della Palestina. L’evento si colloca nell’ambito di Carpi Film Fest
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 31 Agosto, 2025
Martedì 2 settembre, alle 21, al cinema Eden a Carpi, sarà proiettato in anteprima nazionale il film “Tutto quello che resta di te” di Cherien Dabis, ...
Aperta la mostra in memoria del professor Andreolli
Si è aperta alla Sala Trionfini a Mirandola domenica 31 agosto la mostra bibliografica “Mirandola Ricorda 2025 - Bruno Andreolli a dieci anni dalla scomparsa (2015-2025)”. Tanti hanno voluto essere presenti per dimostrare stima e affetto al professor Andreolli, medievista dell’Università di Bologna, che ha dato un contributo fondamentale per la storia di Mirandola e della bassa modenese
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 31 Agosto, 2025
Si è aperta alla Sala Trionfini a Mirandola domenica 31 agosto la mostra bibliografica “Mirandola Ricorda 2025 - Bruno Andreolli a dieci anni dalla sc...
“Oltre Canossa”, convegno storico dell’Associazione Matildica Internazionale
Da giovedì 2 a sabato 4 ottobre, si terrà il Convegno Internazionale “Oltre Canossa. La dinastia Salica e il ‘Regno Italico’, nel IX centenario della morte di Enrico V (1125)” a Reggio Emilia, Canossa e Quattro Castella, promosso dall’Associazione Matildica Internazionale. Prevista anche una mostra storico-didattica
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 30 Agosto, 2025
Da giovedì 2 a sabato 4 ottobre, si terrà il Convegno Internazionale “Oltre Canossa. La dinastia Salica e il ‘Regno Italico’, nel IX centenario della ...
Giornata di preghiera per la cura del creato
Con la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che si celebra il 1° settembre, prende il via il “Tempo del creato”, momento ecumenico di preghiera, riflessione e mobilitazione che terminerà il 4 ottobre, festa di San Francesco d’Assisi, autore del Cantico delle Creature. Il messaggio di Leone XIV ricalca il tema scelto da Papa Francesco “Semi di pace e di speranza”
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 30 Agosto, 2025
Con la Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, che si celebra il 1° settembre, prende il via il “Tempo del creato”, momento ecumenico d...
“Tutti giù nei parchi”: successo per la nuova formula
Circa 1.900 persone hanno partecipato alle serate che, per la prima volta, si sono svolte anche nelle aree esterne dei centri sociali Gorizia, Graziosi e Guerzoni
di Silvia 
Pubblicato il 29 Agosto, 2025
Circa 1.900 persone hanno partecipato alle serate che, per la prima volta, si sono svolte anche nelle aree esterne dei centri sociali Gorizia, Grazios...