Abbattere i “Confini” per un arricchimento reciproco
Attualità, Carpi, Territorio

Pubblicato il

16 Luglio 2023

Abbattere i “Confini” per un arricchimento reciproco

Danilo Baraldi del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI presenta il progetto con gli utenti del Centro Salute Mentale di Carpi

Danilo Baraldi, presidente del Gruppo Fotografico Grandangolo BFI

 

 

Maria Silvia Cabri

 

Un progetto volto a coinvolgere le persone con fragilità, per farle sentire protagoniste e stimolare la loro creatività, in un arricchimento reciproco. Parte dal Gruppo Fotografico Grandangolo BFI e in particolare dal presidente Danilo Baraldi il laboratorio fotografico rivolto alle persone seguite dal Centro di Salute Mentale di Carpi: “Questa è la sesta edizione – spiega Baraldi -. Ogni anno viene trattato un tema diverso, per il 2022 era ‘Confini’: il fine è quello di lavorare durante i mesi per poi esporre le fotografie in una mostra in occasione della settimana della Salute Mentale, Mat. Peraltro – prosegue il presidente – prima di tutto l’obiettivo è quello di fare aggregazione con questi utenti fragili, che possono considerarsi ‘malati’ per il percorso che stanno seguendo, ma che possono e riescono a dare tantissimo alle altre persone, a me in primis. Il rapporto umano che s’instaura è ‘liberatorio’, per me e anche per loro”. Ogni edizione il numero delle persone che partecipano al laboratorio varia: “Quest’anno sono un buon numero, una decina; in passato cinque o sei”.

Quale elemento di novità di questa edizione, vi è il coinvolgimento dei ragazzi della Cooperativa sociale Nazareno: “Abbiamo approfondito lo stesso tema, ‘Confini’, in collaborazione con la psicologa che li segue. Oltre alle fotografie, hanno prodotto disegni e anche testi scritti che pensavamo di inserire nella mostra, in quanto esprimono molto del loro essere.

“Dalle fotografie che fino ad ora i ragazzi del Csm mi hanno inviato sul tema ‘Confini’ – sottolinea Baraldi – stanno emergendo sensazioni molto intense. Molti di loro non avevano mai preso in mano la macchina fotografica ma si sono trovati bene e sono venute fuori delle cose carine, anche stimoli sui quali riflettere. Ad esempio, gli stessi titoli scelti dai ragazzi per le loro immagini, capaci di dare una connotazione molto più profonda ma molto più anche azzeccata, alla quale immediatamente non si pensava. Ecco, anche questo è arricchimento reciproco: loro ringraziano me, ma sono io che dico ‘grazie’ a loro”.

 

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