La
Chiesa
Pubblicato il Settembre 15, 2023

La voce degli ultimi

Il 16 e 17 settembre, torna “Un Pasto al Giorno”, evento solidale promosso dalla comunità di don Benzi nelle piazze dell’Emilia-Romagna

 

Una raccolta di pensieri, alcuni sotto forma di preghiere, altri di filastrocche o poesie, scritte dagli “ultimi” di ogni angolo del mondo, e in lingue diverse, o da chi da tutta una vita si prende cura di loro e giorno dopo giorno opera per offrirgli una nuova vita e una nuova chance di futuro. È proprio con l’obiettivo di far conoscere queste “voci inascoltate” che la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi, il 16 e 17 settembre tornerà nelle città emiliano-romagnole con l’evento solidale “Un Pasto al Giorno” (un pasto al giorno.apg23.org), giunto quest’anno alla sua 15ª edizione. Nel corso dell’evento verrà distribuito il libro “La voce degli ultimi”, per dar modo a chiunque lo legga di avvicinarsi ai valori che la Comunità pone da sempre al centro del suo impegno mediante progetti e realtà di accoglienza in Italia e in oltre 40 Paesi del mondo.

L’attività della Comunità di don Benzi, del resto, va avanti anche in Emilia-Romagna da oltre 50 anni, attraverso l’opera di numerose realtà, tra Case Famiglia, Case di accoglienza e Centri di aggregazione. Sono oltre mille le persone che negli ultimi mesi vi hanno trovato non solo un riparo o un pasto caldo, ma anche un punto di riferimento per far ripartire la propria vita.

E cosi, ne “La voce degli ultimi”, accanto alle speranze di una delle ragazze uscite dalla tratta ai fini di prostituzione, è possibile leggere i versi con cui, ogni giorno, i bambini e ragazzi di strada accolti dalla Comunità nell’ambito del progetto Cicetekelo in Zambia ringraziano per il pasto che stanno per mangiare; a pagina 29 c’è la preghiera che Renata e i volontari di Napoli recitano con i senza fissa dimora che incontrano nelle loro uscite, mentre nelle successive quella di alcuni senza dimora accolti nelle Capanne di Betlemme, case di prima accoglienza presenti in diverse zone e città d’Italia. E ancora tanti altri.

“Ciò che il nostro fondatore don Oreste Benzi ci ha lasciato – ha spiegato il Responsabile Generale della Comunità, Matteo Fadda è condividere direttamente la nostra vita con i più poveri, gli emarginati, le persone vittime di ingiustizia nel mondo, per rispondere al primo bisogno di ciascuno: quello di sentirsi amati, accettati, di avere una famiglia. Su questo si basa l’essenza della Comunità Papa Giovanni XXIII, che di fronte alle ingiustizie sociali, alla povertà, all’emarginazione, opera da oltre 50 anni per costruire quel senso di appartenenza capace di trovare risposta e speranza. Nei Paesi in cui siamo presenti con i nostri missionari, le nostre famiglie e i nostri progetti, vediamo ogni giorno che accogliere l’altro, ascoltarlo, farlo entrare nella nostra vita, e noi calarci nella sua, trasforma la relazione e ci porta a fare nostra la sua voce. È quello che proponiamo di fare leggendo questo libretto, operando al contempo, tutti insieme, per un cambiamento vero e concreto. Negli ultimi anni, tra guerra, crisi climatica e pandemia, abbiamo assistito a un cambio radicale del mondo che avevamo imparato a conoscere e abbiamo visto ribaltare il nostro modo di vivere le relazioni, i luoghi, le priorità, e per coloro che prima facevano fatica, ora è arrivata la povertà assoluta, la miseria nera” ha aggiunto.

E così, accanto all’opera di sensibilizzazione e di racconto di storie e speranze, in questa edizione di “Un Pasto al Giorno” si aggiunge anche un prezioso obiettivo: raccogliere quel sostegno con cui assolvere l’impegno di garantire ogni anno 7 milioni e mezzo di pasti a chi viene accolto nelle Case, mense e realtà di aiuto della Comunità Papa Giovanni XXIII, le stesse in cui vive la maggior parte degli autori del libro, accomunati dalla medesima drammatica sorte di povertà e solitudine. Non a caso “il claim dell’iniziativa – spiegano i responsabili del progetto – è proprio ‘Costruiamo una tavola dove ci sia posto per tutti’”.

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