Avo
Attualità, Mirandola
Pubblicato il Settembre 21, 2023

Avo Mirandola, riparte il corso di formazione per volontari

Avo Mirandola: inizia il 25 settembre il corso di formazione per volontari e tirocinanti. Proseguono intanto le attività con anziani e fragili. Ne parla la presidente, Annamaria Ragazzi

di Virginia Panzani

 

Volontarie di Avo Mirandola (seconda da destra, la presidente Annamaria Ragazzi) alla Festa del Volontariato a Mirandola lo scorso 3 settembre

Foto pagina facebook Avo Mirandola

 

 

Dopo tre anni di sospensione a causa della pandemia per Covid, quest’anno l’Avo (Associazione volontari ospedalieri) di Mirandola organizza, presso la Sala Trionfini in piazza Ceretti 9, il corso gratuito di formazione per volontari e tirocinanti che si articolerà in sei lezioni programmate per fare conoscere finalità e modalità di servizio, per supportare l’azione dei volontari con conoscenze basilari e per illustrare le attività attualmente in corso in diversi ambiti (RSA, Centro Diurno, Servizi Sociali, Centro d’Incontro) ove i tirocinanti potranno fare servizio in base alle loro attitudini.

“L’associazione, nata più di quaranta anni fa, ha operato principalmente presso le corsie degli ospedali, ma la sua missione è sempre stata quella di essere accanto alle fragilità di qualunque tipo e in ogni contesto – spiega la presidente di Avo MirandolaAnnamaria Ragazzi -. Tale finalità si è espressa al meglio proprio dopo l’epidemia di Covid che ha spinto a trasformare la crisi in opportunità e la paura del futuro in tensione al cambiamento. Di qui l’apertura a nuove tipologie di servizio e la disponibilità a mettersi in rete con altre associazioni ed enti del territorio per affrontare i sempre più numerosi bisogni socio-sanitari”. (…)

Questo il programma del corso: 25 settembre, ore 18: AVO tra tradizione e innovazione, dott. Marisa Monticelli, presidente AVO regionale; 3 ottobre, ore 18: Norme di igiene e profilassi, dott. Cristina Garofalo; 7 ottobre, ore 9.30: Relazione d’aiuto in una visione moderna e scientifica, dott. Annalisa Bonora; 11 ottobre, ore 18: Volontari AVO in RSA e nei Servizi sociali, dott. Marco Solieri e dott. Stefania Poletti; 21 ottobre, ore 9.30: Il volontario accanto alla persona con demenza, dott. Rabih Chattat; 25 ottobre, ore 18: Volontari AVO in CD e in CI, dott. Giacomo Menabue e dott. Cristina Zaccarelli.

Per informazioni: tel. 3396236795 oppure 3396236795; avomirandolasegreteria@gmail.com

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Leggo con attenzione il dibattito sul destino della Radioterapia a Carpi. Ne sono profondamente coinvolta in quanto (per motivi facilmente immaginabili) sono stata recentemente curata all’interno della Breast Unit di Carpi (Unità di cura del tumore alla mammella). Tutto il servizio è un’eccellenza certificata: l’equipe multidisciplinare diretta dalla dottoressa Katia Cagossi ha ricevuto l’attestato di qualità europea della società scientifica EUSOMA per sei anni consecutivi. Il team di auditori ha apprezzato la dedizione del personale nel creare un centro senologico di prima classe; tra gli aspetti particolarmente apprezzati sono stati: l’integrazione tra i professionisti coinvolti, il fondamentale supporto del personale infermieristico, la presa in carico totale di ogni paziente, l’attenzione particolare alla qualità della vita e il tasso di sopravvivenza a 5 anni del 93,5%. Vorrei aggiungere anche la totale sburocratizzazione del percorso diagnostico-terapeutico…non devi mai preoccuparti di prendere un appuntamento, tutto è gestito internamente anche tra professionisti di discipline diverse (psicologi, fisioterapisti, cardiologi, radiologi etc.). Abbiamo quindi un tesoro prezioso e all’interno della Breast Unit, l’unità di radioterapia è un’eccellenza nell’eccellenza. Ho apprezzato gli spazi moderni e luminosi, la ricchezza in opere d’arte, la cura dei particolari: musica in sottofondo, angolo biblioteca etc. Il personale medico e infermieristico è sempre discretamente presente, ti accompagna, ti informa, ascolta le tue richieste e ti viene incontro. La seduta di terapia dura pochi minuti ma accuratamente preparati in tutti i dettagli: è rispettosa della riservatezza del paziente, ha strumentazioni all’avanguardia e operatori sempre sorridenti. Tutto ciò non è casuale: è frutto di una COMUNITA’ che lo ha voluto, sostenuto economicamente, gestito nel tempo e sempre continuamente rafforzato e rinnovato. Nel corridoio di accesso dal parcheggio (altra attenzione importante: si può accedere dal parcheggio dipendenti direttamente in reparto senza entrare in Ospedale) ci sono due manifesti. In essi sono elencati tutti i gruppi, aziende, associazioni, banche che lo hanno sostenuto nella realizzazione. Non possiamo permettere che vada perduto il frutto di chi ci ha preceduto, a partire dal dottor Carlo Carapezzi cui è intitolato il reparto). Carpi non lo merita. Annalena Ragazzoni medico di medicina generale e presidente Gafa Leggo con attenzione il dibattito sul destino della Radioterapia a Carpi. Ne sono profondamente coinvolta in quanto (per motivi facilmente immaginabili) sono stata recentemente curata all’interno della Breast Unit di Carpi (Unità di cura del tumore alla mammella). 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