Morire
Etica della vita
Pubblicato il Febbraio 28, 2024

Morire respirando azoto puro

Etica della vita, una rubrica di Gabriele Semprebon

K. E. Smith è stato giustiziato, attraverso l’inalazione di azoto puro, in una prigione dell’Alabama. Questa esecuzione è la prima, nella storia, ad essere eseguita per mezzo di questo metodo, il quale potrebbe essere definito, senza ombra di dubbio, una tortura. Il detenuto era già stato sottoposto in passato, per lo stesso reato, ad un procedimento di morte attraverso l’inoculazione di sostanze letali, senza ottenere, però, l’effetto voluto. La seconda metodica utilizzata per ucciderlo, lo ha visto protagonista di un vero e proprio esperimento, trattato come cavia da laboratorio, e questo depone per un vero e proprio illecito. La decisione del sistema carcerario dell’Alabama di eseguire una sentenza di morte attraverso l’inalazione di azoto puro per provocare asfissia, è stata condannata dall’Onu e da diversi gruppi che lottano per i diritti umani. L’aspirazione del gas provoca ipossia (carenza di ossigeno) e conseguente morte per asfissia. Questa terribile pratica, legale negli Stati Uniti, è considerata contraria ai diritti umani da diverse organizzazioni non governative e anche dalle Nazioni Unite: uccidere Smith in questo modo equivale a torturarlo, anche se le autorità carcerarie assicurano che non dovrebbe aver provato nessun dolore. Al di là del metodo occorre, ancora una volta, prendere in seria considerazione l’atrocità della pena di morte. Da diverse parti si invoca una pena giusta e la certezza della pena, dove, soprattutto, l’ordinamento giuridico è carente e questo è cosa buona ma quando, in altre parti, si arriva addirittura a punire un reo con la morte assurgendosi a padroni dell’esistenza stessa dell’uomo, allora questo grida sgomento e indignazione. Non c’è reato che giustifichi la morte di un uomo e non c’è reato che non possa avviare un processo rieducativo e di riqualificazione di una vita fagocitata dall’odio e dalla violenza e molte volte dalla malattia mentale. Facciamoci piuttosto garanti di una pena certa che possa garantire non solo un medicamento per chi ha commesso un’azione malvagia ed illecita ma, soprattutto, che sia un percorso che riporti l’uomo alla sua vera identità e lo riabiliti come persona.

ITIS “Leonardo da Vinci” e il progetto Erasmus+
Quest’anno l’ITIS “Leonardo da Vinci” di Carpi grazie al progetto Erasmus, arrivato alla sua seconda annualità, ha raggiunto il record di mobilità per studenti e personale
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 11 Giugno, 2026
Quest’anno l’ITIS “Leonardo da Vinci” di Carpi grazie al progetto Erasmus, arrivato alla sua seconda annualità, ha raggiunto il record di mobilità per...
Carpi, bando Social sport, assegnati i contributi
La graduatoria del bando Social sport 2025-2026 è ora online sul sito del Comune di Carpi. Assegnati i contributi a 110 beneficiari
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 11 Giugno, 2026
La graduatoria del bando Social sport 2025-2026 è ora online sul sito del Comune di Carpi. Assegnati i contributi a 110 beneficiari
Carpi, “Alimentarsi per il benessere psicologico”
Lo scorso 10 giugno presso il Centro Sociale G. Graziosi di Carpi incontro “Alimentarsi bene per il benessere psicologico - Gli ormoni de benessere” nell’ambito del progetto “Costruiamo benessere” sostenuto da ANCeSCAO Modena
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 11 Giugno, 2026
Lo scorso 10 giugno presso il Centro Sociale G. Graziosi di Carpi incontro “Alimentarsi bene per il benessere psicologico - Gli ormoni de benessere” n...
Inaugurata la nuova “Casa Giovanni” della Coop nazareno grazie al progetto sostenuto da Intesa Sanpaolo
La struttura accoglierà 9 minorenni, italiani e stranieri, provenienti anche da fuori Regione Emilia-Romagna, nella fascia d’età dai 6 ai 12 anni, allontanati dalla famiglia
di Silvia 
Pubblicato il 11 Giugno, 2026
La struttura accoglierà 9 minorenni, italiani e stranieri, provenienti anche da fuori Regione Emilia-Romagna, nella fascia d’età dai 6 ai 12 anni, all...
Sanità, un patto di cura per il territorio
Demenza, la sfida della cura tra ospedale e casa. Dottoressa Turci, geriatra: “Così la rete sostiene le famiglie”
di Giacomo Sforzi 
Pubblicato il 11 Giugno, 2026
Demenza, la sfida della cura tra ospedale e casa. Dottoressa Turci, geriatra: “Così la rete sostiene le famiglie”