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Attualità, Modena
Pubblicato il Marzo 22, 2024

Modena, Festival per la Giornata della Vita Nascente

Sabato 23 marzo, alla Città dei Ragazzi a Modena, si terrà la seconda edizione del Festival per la Giornata della Vita Nascente. Un’occasione di dialogo per promuovere la vita e il sostegno della genitorialità e per chiedere al Parlamento italiano di istituire la Giornata della Vita Nascente

 

Sabato 23 marzo, dalle 16 alle 18, si terrà la seconda edizione del Festival Nazionale per la Giornata della Vita Nascente: musica, interviste, storie, approfondimenti per raccontare lo spettacolo della vita. L’evento si terrà a Modena, in via Tamburini 106, presso l’Aula Magna della Città dei Ragazzi. Gli ospiti, moderati da Chiara Pazzaglia, giornalista di Avvenire, saranno Arnoldo Mosca Mondadori, autore del libro “Il miracolo della vita”, Matteo Rizzolli, economista e padre di sei figli, che parlerà dell’importanza della dimensione culturale nella scelta di accogliere la vita, Matteo Manicardi e Fabiana Coriani, giovane coppia che ha accolto la brevissima vita del loro figlio, una storia raccontata nel libro “La storia di super Michy”. Due imprenditori porteranno le loro esperienze di buone pratiche. Il pomeriggio sarà allietato dalla voce della cantautrice Mirael che eseguirà brani dal suo album “Sentire l’Amore”.

L’evento si potrà anche seguire online su www.giornatavitanascente.org ed è promosso da una rete di 45 associazioni italiane. L’obiettivo della Rete per la Giornata della Vita Nascente è quello di chiedere alle istituzioni che il 25 marzo – come già accade in diversi paesi del mondo – sia istituita una giornata per dare attenzione a chi sceglie di generare nuove vite e alla vita nascente.

“Intendiamo ribadire che la genitorialità è preziosa per la società, pertanto va valorizzato chi fa questa scelta; rilanciare il tema della natalità, perché le nascite in Italia devono aumentare e c’è ancora una disattenzione culturale per questo tema; e far conoscere la vita nascente e le meraviglie che contiene” spiega Andrea Mazzi, coordinatore della Rete per la vita nascente.

Nel 2021 la Rete ha organizzato il primo Festival, nel 2022 il convegno “Il futuro è giovane” alla Lumsa con il cardinal Zuppi, nel 2023 la tavola rotonda “Progettare la vita” con rappresentanti di diverse forze politiche. “In questa legislatura ci sono quattro Proposte di Legge sottoscritte da qualche decina di parlamentari – commenta Luisa Santolini, coordinatrice delle relazioni istituzionali della Rete -. Sono semplicissime: si chiede una giornata in cui si parli di accoglienza della vita in senso positivo”.

Nell’attesa di una giornata nazionale, la Rete propone ora agli Enti locali di istituire una giornata comunale della Vita Nascente il 25 marzo, in cui si impegnano a realizzare un’iniziativa di sensibilizzazione sul loro territorio.

 

La dottoressa Ragazzoni interviene sul futuro della Radioterapia di Carpi
Leggo con attenzione il dibattito sul destino della Radioterapia a Carpi. Ne sono profondamente coinvolta in quanto (per motivi facilmente immaginabili) sono stata recentemente curata all’interno della Breast Unit di Carpi (Unità di cura del tumore alla mammella). Tutto il servizio è un’eccellenza certificata: l’equipe multidisciplinare diretta dalla dottoressa Katia Cagossi ha ricevuto l’attestato di qualità europea della società scientifica EUSOMA per sei anni consecutivi. Il team di auditori ha apprezzato la dedizione del personale nel creare un centro senologico di prima classe; tra gli aspetti particolarmente apprezzati sono stati: l’integrazione tra i professionisti coinvolti, il fondamentale supporto del personale infermieristico, la presa in carico totale di ogni paziente, l’attenzione particolare alla qualità della vita e il tasso di sopravvivenza a 5 anni del 93,5%. Vorrei aggiungere anche la totale sburocratizzazione del percorso diagnostico-terapeutico…non devi mai preoccuparti di prendere un appuntamento, tutto è gestito internamente anche tra professionisti di discipline diverse (psicologi, fisioterapisti, cardiologi, radiologi etc.). Abbiamo quindi un tesoro prezioso e all’interno della Breast Unit, l’unità di radioterapia è un’eccellenza nell’eccellenza. Ho apprezzato gli spazi moderni e luminosi, la ricchezza in opere d’arte, la cura dei particolari: musica in sottofondo, angolo biblioteca etc. Il personale medico e infermieristico è sempre discretamente presente, ti accompagna, ti informa, ascolta le tue richieste e ti viene incontro. La seduta di terapia dura pochi minuti ma accuratamente preparati in tutti i dettagli: è rispettosa della riservatezza del paziente, ha strumentazioni all’avanguardia e operatori sempre sorridenti. Tutto ciò non è casuale: è frutto di una COMUNITA’ che lo ha voluto, sostenuto economicamente, gestito nel tempo e sempre continuamente rafforzato e rinnovato. Nel corridoio di accesso dal parcheggio (altra attenzione importante: si può accedere dal parcheggio dipendenti direttamente in reparto senza entrare in Ospedale) ci sono due manifesti. In essi sono elencati tutti i gruppi, aziende, associazioni, banche che lo hanno sostenuto nella realizzazione. Non possiamo permettere che vada perduto il frutto di chi ci ha preceduto, a partire dal dottor Carlo Carapezzi cui è intitolato il reparto). Carpi non lo merita. Annalena Ragazzoni medico di medicina generale e presidente Gafa Leggo con attenzione il dibattito sul destino della Radioterapia a Carpi. Ne sono profondamente coinvolta in quanto (per motivi facilmente immaginabili) sono stata recentemente curata all’interno della Breast Unit di Carpi (Unità di cura del tumore alla mammella). Tutto il servizio è un’eccellenza certificata: l’equipe multidisciplinare diretta dalla dottoressa Katia Cagossi ha ricevuto l’attestato di qualità europea della società scientifica EUSOMA per sei anni consecutivi. Il team di auditori ha apprezzato la dedizione del personale nel creare un centro senologico di prima classe; tra gli aspetti particolarmente apprezzati sono stati: l’integrazione tra i professionisti coinvolti, il fondamentale supporto del personale infermieristico, la presa in carico totale di ogni paziente, l’attenzione particolare alla qualità della vita e il tasso di sopravvivenza a 5 anni del 93,5%. Vorrei aggiungere anche la totale sburocratizzazione del percorso diagnostico-terapeutico…non devi mai preoccuparti di prendere un appuntamento, tutto è gestito internamente anche tra professionisti di discipline diverse (psicologi, fisioterapisti, cardiologi, radiologi etc.). Abbiamo quindi un tesoro prezioso e all’interno della Breast Unit, l’unità di radioterapia è un’eccellenza nell’eccellenza. Ho apprezzato gli spazi moderni e luminosi, la ricchezza in opere d’arte, la cura dei particolari: musica in sottofondo, angolo biblioteca etc. Il personale medico e infermieristico è sempre discretamente presente, ti accompagna, ti informa, ascolta le tue richieste e ti viene incontro. La seduta di terapia dura pochi minuti ma accuratamente preparati in tutti i dettagli: è rispettosa della riservatezza del paziente, ha strumentazioni all’avanguardia e operatori sempre sorridenti. Tutto ciò non è casuale: è frutto di una COMUNITA’ che lo ha voluto, sostenuto economicamente, gestito nel tempo e sempre continuamente rafforzato e rinnovato. Nel corridoio di accesso dal parcheggio (altra attenzione importante: si può accedere dal parcheggio dipendenti direttamente in reparto senza entrare in Ospedale) ci sono due manifesti. In essi sono elencati tutti i gruppi, aziende, associazioni, banche che lo hanno sostenuto nella realizzazione. Non possiamo permettere che vada perduto il frutto di chi ci ha preceduto, a partire dal dottor Carlo Carapezzi cui è intitolato il reparto). Carpi non lo merita. Annalena Ragazzoni medico di medicina generale e presidente Gafa "Abbiamo un tesoro prezioso e all’interno della Breast Unit, l’unità di radioterapia è un’eccellenza nell’eccellenza. Va salvaguardata"
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