Comunicato
Attualità
Pubblicato il Aprile 17, 2024

Comunicato stampa della Diocesi di Carpi sulla chiusura anticipata della mostra “Gratia plena”

Comunicato stampa della Diocesi di Carpi sulla chiusura anticipata della mostra “Gratia plena”, comprensione e condivisione con le motivazioni dell’artista. Grave il susseguirsi di attacchi d’odio anche nei confronti della Chiesa di Carpi e dei suoi Pastori

COMUNICATO STAMPA

Sulla chiusura anticipata della mostra “Gratia plena”, comprensione e condivisione con le motivazioni dell’artista. Grave il susseguirsi di attacchi d’odio anche nei confronti della Chiesa di Carpi e dei suoi Pastori

Il Museo Diocesano prende atto della decisione dell’artista Andrea Saltini di interrompere l’apertura al pubblico della mostra “Gratia plena” allestita con alcune sue opere. Nell’esprimere piena comprensione e condivisione per le motivazioni addotte, ringraziamo Andrea Saltini di aver condiviso un tentativo, in parte pionieristico, per individuare possibili interazioni tra esperienze artistiche contemporanee e cammini religiosi e di ricerca mistica.

Non sfugge la gravità del susseguirsi di attacchi d’odio, della violenza contro un’opera e persino contro la stessa persona dell’artista, delle sistematiche ed aggressive manifestazioni di ostilità nei confronti della Chiesa di Carpi e, miratamente, dei suoi Pastori. Spiace che non siano stati accolti i ripetuti inviti a ricercare un dialogo pacifico, franco e corretto, abbassando i toni chiassosi e sguaiati.

Nei giorni di apertura oltre duemila persone hanno visitato la mostra e hanno espresso civilmente le loro impressioni. Il confronto, a proposito del rapporto tra artisti e Vangelo tanto desiderato dalla Chiesa a partire dal Concilio Ecumenico Vaticano e in particolare da Papa Paolo VI, continuerà nello specifico cantiere sinodale. Proseguirà, poi, con altre iniziative nella società e nella chiesa sulla possibilità di utilizzare nuovi linguaggi per affrontare, attraverso le diverse espressioni artistiche, temi spirituali e religiosi. Proprio i dibattiti, faticosamente tumultuosi di questi giorni, ci hanno mostrato la necessità di equilibri più fraterni e di riflessioni idonee più profonde per rapportarsi adeguatamente alla complessità di un dialogo interculturale non banalmente irenico o pregiudizialmente conflittuale.

 

 

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