Sul
In punta di spillo
Pubblicato il Agosto 27, 2024

Sul tema della cittadinanza tante idee strane e confuse e tanta ipocrita paura

In punta di spillo, una rubrica di Bruno Fasani

Sul tema della cittadinanza, all’interno del governo, se la contano e se le cantano. A cominciare soprattutto dalla Lega che contro la proposta Tajani dello jus scholae, ha messo in campo Salvini, con la protesi Vannacci che lo fa sentire pronto per le Olimpiadi, a mostrare tabelle e tabelline per dire, dati alla mano, che l’Italia è il Paese con il più alto numero di riconoscimenti di cittadinanza in Europa. Quindi niente ulteriore allargamento. I riconoscimenti sono anche troppi e non c’è bisogno di dare spazio ad altri “italiani finti”.

Effettivamente, guardando ai numeri, verrebbe da dare loro ragione, almeno da un punto di vista algebrico. L’Italia, per stare agli ultimi dati ufficiali, quelli del 2022, ha concesso 214 mila certificati di cittadinanza, a fronte dei 182 mila della Spagna, i 167 mila della Germania e i 114 mila francesi. Però i numeri, si sa, sono come certe cassette di frutta, dove la bellezza di quella in vista nasconde le magagne di quella coperta. In questo caso, la magagna è rappresentata dal fatto che delle 214 mila cittadinanze concesse, meno di un terzo sono quelle date a chi arriva dall’Africa o dai Paesi della disperazione. La stragrande maggioranza sono documenti concessi ad albanesi, a cittadini del resto d’Europa e del Sud America, moltissimi di questi discendenti da emigranti italiani partiti per le Americhe in cerca di fortuna.

A questo bisognerebbe poi aggiungere il fatto che molti Paesi europei la cittadinanza la danno automaticamente e quindi non rientra nei dati pubblicati. Per esempio in Germania, il figlio di immigrati che nasce da genitori residenti nel Paese da almeno cinque anni, è automaticamente cittadino tedesco, che non ha pertanto bisogno dello Jus scholae. Legislazioni analoghe vigono in Irlanda, Portogallo, Belgio… In Francia diventi cittadino francese al compimento del tredicesimo anno, se sei nato lì e vi abiti da almeno otto anni. In Spagna, a chi nasce da genitori stranieri, bastano 365 giorni per diventare spagnolo a tutti gli effetti. Oggi nel nostro Paese si può richiedere la cittadinanza al compimento del diciottesimo anno, dopo almeno dieci anni di residenza nel Paese, per aspettare poi un certificato che, visti i tempi della burocrazia, spesso si protrae all’infinito.

Perché dare la cittadinanza a un ragazzo dopo tot anni di scuola, si domanda la Lega? E perché non darla, chiedo io? Solo perché poi andranno a votare? Temo che la ragione primaria della chiusura leghista sia proprio questa, sapendo bene, gli amici del Carroccio, che la loro politica anti immigrati faticherebbe a portare a casa bottino dentro le urne. Poi si tira in ballo l’identità nazionale e il pericolo che tra un po’ non saremo più un Paese cristiano, con le nostre belle tradizioni e i nostri valori… Motivazione nobile quanto ipocrita. Sanno tutti, anche i sassi, che il venir meno della nostra identità non dipende da chi viene da fuori, ma dalla debolezza di come viviamo noi la nostra cultura, religiosa o laica che sia. Se l’islam si allarga non è colpa degli immigrati, ma di chi ha deciso che andare in chiesa è un retaggio da sotto cultura.

Il riconoscimento dello jus scholae domanderebbe piuttosto una riflessione seria sulla qualità di quanto si insegna ai ragazzi oggi nella scuola. Siamo sicuri che li stiamo formando ad una cultura di conoscenza della Costituzione italiana, dei principi fondanti la nostra civiltà, di un senso civico di appartenenza al bene comune? Il pericolo di contaminazione della nostra identità non è un virus che viene da fuori, portato dagli stranieri, ma la fragilità di chi, italiano, dovrebbe sentirsi ed essere tale.

Festa di Sant’Antonio Abate: per una riflessione teologica sul rapporto con il mondo animale
Nella festa di Sant’Antonio Abate, uno sguardo sul rapporto tra l’uomo e il mondo animale alla luce dei più recenti documenti della Chiesa. Intervista a don Carlo Bellini, direttore del Servizio interdiocesano di pastorale sociale, del lavoro, sport e tempo libero, della custodia del creato, della giustizia e della pace
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 17 Gennaio, 2026
Nella festa di Sant’Antonio Abate, uno sguardo sul rapporto tra l’uomo e il mondo animale alla luce dei più recenti documenti della Chiesa. Intervista...
Blufin SpA: nel 2026 cessa l’attività produttiva
E' prevista una riunione sindacale con i 20 dipendenti, per affrontare la situazione legata all’attivazione della Cassa integrazione straordinaria e alla procedura di licenziamento su base volontaria
di Silvia 
Pubblicato il 16 Gennaio, 2026
E' prevista una riunione sindacale con i 20 dipendenti, per affrontare la situazione legata all’attivazione della Cassa integrazione straordinaria e a...
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani
Dal 18 al 25 gennaio, si tiene la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un tempo di riflessione, preghiera e impegno. A livello interdiocesano la preghiera ecumenica sarà domenica 18 gennaio, alle 16.30, presso la parrocchia Sant’Antonio di Padova a Modena
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 16 Gennaio, 2026
Dal 18 al 25 gennaio, si tiene la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un tempo di riflessione, preghiera e impegno. A livello interdioce...
San Possidonio, un Natale all’insegna della collaborazione
Ottimo bilancio per il grande presepe nel parco di Villa Varini a San Possidonio: aumentano i visitatori e i volontari. Grande festa di paese per l’arrivo dei Magi e della Befana. Domenica 18 gennaio in parrocchia la Giornata di Notizie
di redazione@notiziecarpi.it 
Pubblicato il 16 Gennaio, 2026
Ottimo bilancio per il grande presepe nel parco di Villa Varini a San Possidonio: aumentano i visitatori e i volontari. Grande festa di paese per l’ar...