Fism
Attualità, Carpi
Pubblicato il Dicembre 5, 2024

Fism distretto di Carpi, approfondimento sull’uso dello smartphone con i bambini

In occasione della Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la Fism del distretto di Carpi ha organizzato un incontro di approfondimento per i genitori sull’uso dello smartphone e dei dispositivi digitali con i bambini. E’ intervenuto il formatore e divulgatore Alberto Genziani

di Stefania Cucconi, coordinatrice pedagogica

 

 

Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Per chi lavora nel mondo dell’educazione il 20 novembre non è una data come tutte le altre, essa ricorda l’approvazione della dichiarazione dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza. Dal 20 novembre 1989, la prospettiva con cui si guarda a questa fascia di età è molto cambiata, da soggetti discenti, i minori sono diventati con più consapevolezza persone con diritti: persone, se pur piccole, con propri pensieri e idee in merito al mondo e a quanto accade. Da oggetti di educazione sono diventati soggetti aventi diritti e che sanno essere interlocutori significativi per gli adulti che costruiscono ora il mondo che vivranno domani i loro figli.

Come ogni anno, la Fism (Federazione italiana scuole materne) dedica tempo e attenzione a questa importante ricorrenza, ogni distretto con il proprio progetto, ma tutti con lo stesso intento: fermarsi per alcuni giorni a riflettere su quanto abbiamo da imparare dai bambini.

In questo anno scolastico, i servizi 0-6 anni della rete Fism del distretto di Carpi hanno voluto mettere al centro i bambini attraverso una riflessione sulla pericolosa sovraesposizione a dispositivi digitali a cui sono sempre più spesso esposti i bambini.

 

La motivazione dell’intervento

Sempre più spesso incontriamo per strada bambini seduti in passeggino che guardano il cellulare, fin da piccolissimi, sono abituati a riempire il tempo, gli occhi e i pensieri dei contenuti di smartphone. Nel mondo dei servizi 0-6 anni, si avverte un abbassamento dell’età in cui i bambini sono in grado di navigare su internet attraverso piattaforme di streaming anche in completa autonomia (o solitudine).

Cosa accade allo sviluppo del bambino se tra i suoi occhi e i suoi pensieri si inserisce il monitor di uno schermo che può accompagnarlo ovunque?

Quali sono gli effetti di questa esposizione, e in alcuni casi sovraesposizione?

Come può un bambino conoscere il mondo che lo circonda, se i suoi occhi sono immersi nello schermo mentre passeggia?

Come possono i bambini capire come organizzare il loro tempo vuoto, di noia, se il tempo è riempito dai cellulari?

Questa è l’analisi di contesto e le domande che sono nate intorno al tavolo di lavoro delle coordinatrici delle attività educative e didattiche dei servizi Fism del distretto di Carpi. Da qui è nato il desiderio di approfondire la tematica coinvolgendo i genitori che ogni giorno incontrano nei servizi.

 

Mercoledì 20 novembre 2024

La conduzione della serata è stata affidata al divulgatore Alberto Genziani che da anni affronta questo argomento insieme alla sua equipe di educatori di strada.

Per comprendere il fenomeno è necessario partire dagli adulti. L’eccessivo utilizzo dello smartphone e dei dispositivi in generale è prima di tutto un problema degli adulti: sono i genitori che si rifugiano sulle pagine di internet per prendere una pausa dal luogo in cui si trovano, come afferma Pellai, “noi adulti siamo i primi prigionieri della tecnologia” e rifugiamo in questo strumento alcune soluzioni, come l’utilizzo dello smartphone per impegnare il tempo dei figli, quando non troviamo alternative.

Cosa accade alla relazione con i propri figli se lo smartphone si inserisce sempre di più all’interno della relazione genitori – figli?

Pensiamo alle giovani madri che sempre più spesso allattano i propri figli guardando il cellulare, bloccando la reciprocità di sguardi che alimenta la relazione nascente. Galimberti ricorda che è nella fascia di età 0-3 anni che si formano le mappe emotive che governano le nostre emozioni.

Le neuroscienze hanno dimostrato che è molto importante non presentare l’utilizzo degli schermi nella fascia di età 0-3 anni: il sistema su cui si fondano i giochi e video on line rivolti anche ai piccolissimi si basa sulla ricompensa emotiva, l’effetto di queste grandi gratificazioni, ricadono nella corteccia cerebrale, la zona più profonda del cervello in cui risiede il piacere, creando nei bambini delle vere e proprie dipendenze in caso di un uso eccessivo o in solitudine.

Fino a sei anni l’esposizione alle tecnologie dovrebbe essere molto limitata, le ricompense emotive che i bambini ricevono sono ancora troppo intense per poter essere adeguatamente gestite. Genziani ricorda che a questa età i bambini non possono restare soli nell’utilizzo dei dispositivi, la possibilità che entrino in contatto con contenuti inadatti è troppo alta.

Sebbene l’utilizzo delle nuove tecnologie esponga adulti e bambini a un grande pericolo, è bene non demonizzare questi strumenti che in tante aree di vita aiutano moltissimo. È necessario “saper sostare” per porsi alcune domande di senso che possono aiutare a maturare una prospettiva più critica e matura rispetto all’utilizzo delle nuove tecnologie e soprattutto più consapevole nei confronti dei bambini e del loro utilizzo.

Il dottor Genziani, citando lo psichiatra francese Tisseron, ha chiuso la serata consegnando tre verbi importanti e che possono accompagnare i genitori nella crescita più consapevole del bambino.

Accompagnamento del bambino nell’utilizzo della tecnologia, mai lasciare i bambini sotto i 13 anni da soli davanti allo schermo, non hanno ancora maturato il senso critico necessario per comprendere a pieno i contenuti che vengono proposti.

Alternanza dei dispositivi con altre proposte, giochi, passeggiate, che devono sempre occupare la parte predominante del tempo libero dei bambini.

Autoregolazione, corrisponde alla capacità di saper scegliere i contenuti e i tempi di utilizzo dei dispositivi, capacità che si sviluppa non prima dei 13 anni.

Ora, spetta a noi adulti e genitori raccogliere questa nuova sfida educativa e rispondere al bisogno di utilizzare le nuove tecnologie con più consapevolezza nella vita quotidiana.

 

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