Insegnamento
Chiesa
Pubblicato il Gennaio 13, 2025

Insegnamento della religione cattolica, il messaggio della Presidenza CEI

Messaggio della Presidenza della CEI in vista della scelta di avvalersi dell’Insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2025/26 

Cari studenti e cari genitori,  è vicino il momento in cui dovranno essere effettuate le iscrizioni al primo anno dei diversi ordini e  gradi di scuola, un appuntamento che comprende anche la scelta di avvalersi o meno  dell’insegnamento della religione cattolica (Irc). Cogliamo l’occasione per invitarvi ad accogliere  questa possibilità, grazie alla quale nel percorso formativo entrano importanti elementi etici e  culturali, insieme alle domande di senso che accompagnano la crescita individuale e la vita del  mondo. Il tutto, in un clima di rispetto e di libertà, di approfondimento e di dialogo costruttivo.

Mentre vi scriviamo, muove i primi passi il Giubileo del 2025, che Papa Francesco ha voluto dedicare  al tema “Pellegrini di speranza”. Si tratta di un evento dai forti significati non solo religiosi, ma anche  culturali e sociali, a conferma di come il messaggio cristiano parli all’uomo di oggi non meno di  quanto abbia inciso in passato nella storia e nella cultura nazionale e mondiale. Il Giubileo, infatti,  è tra le altre cose sinonimo di riconciliazione, di pace, di dignità umana, di giustizia, di salvaguardia  del creato, beni essenziali di cui sentiamo un urgente bisogno.

Il tema della speranza provoca in modo speciale il mondo dell’educazione e della scuola, luoghi in  cui prendono forma le coscienze e gli orientamenti di vita e si pongono le basi delle future  responsabilità. Quale speranza dà senso all’esistenza? Dove è possibile riconoscere e trovare  ragioni di vita e di speranza? E ancora, prendendo a prestito le parole di Papa Francesco, come  sostenere la necessità di «un’alleanza sociale per la speranza, che sia inclusiva e non ideologica, e  lavori per un avvenire segnato dal sorriso di tanti bambini e bambine» (Spes non confundit, 9)? Sono  domande a cui la scuola non può essere estranea e alle quali dà spazio l’insegnamento della  religione cattolica.

Testimoni di speranza sono infatti i docenti di religione, che uniscono alla competenza professionale  l’attenzione ai singoli alunni e alle loro domande più profonde. Siamo molto grati a tutti gli  insegnanti che, mentre offrono le ragioni della speranza che li muove, accompagnano coloro che  stanno crescendo a scoprire la bellezza e il senso della vita, senza cedere alle tentazioni  dell’individualismo e della rassegnazione, che soffocano il cuore e spengono i sogni. Il cammino dei prossimi mesi – anche grazie all’Irc – ci aiuti a ritrovare la fiducia e il coraggio di  aprire le famiglie, le scuole e tutte le comunità a nuovi orizzonti di collaborazione e di speranza.

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